Il ritorno di Fini in tv: il mio orizzonte? Una destra europea. Il “tifo” per Letta e per Alfano

Torna in tv Gianfranco Fini, e precisamente nel salotto di Lucia Annunziata, su Raitre. Un ritorno preceduto dall’uscita del suo libro “Il ventennio”, nel quale ricostruisce passo dopo passo la sua vicenda politica dalla nascita di An alla scelta di fondare Futuro e libertà, le cui ambizioni sono naufragate nella palude centrista casinian-montiana. L’ex leader di An assicura che se ne starà in disparte, ma si capisce che la voglia di tornare a fare politica (anche se non in Parlamento) è grande. Il suo contributo Fini lo darà con la fondazione “Libera destra” per la costruzione, afferma, di una destra che faccia parte a pieno titolo della tradizione del popolarismo europeo. Torna, dunque, la parola destra dopo l’avventura “futurista”. E, ancora, Fini assicura che lui si è sempre identificato nel campo del centrodestra. Non rinnega l’appoggio a Monti ma ammette che gli elettori non hanno capito l’ultima scelta centrista, come alternativa al berlusconismo. Nega di essere stato, nel suo libro, “conciliante” verso Berlusconi e però afferma che la stagione dei rancori non può durare all’infinito. Le cose più interessanti le dice pensando all’area ex An in totale sfaldamento. E’ al suo vecchio mondo, dunque, che sta guardando Fini e non rinuncerà a dare proprio a quell’area qualche suggerimento. Si capisce, poi, che osserva con simpatia l’operazione del diversamente berlusconiano Angelino Alfano, cha da più parti è stata paragonata al tentativo finiano – fallito – di spallata al potere del Cavaliere. E, infine, non nasconde di fare il tiro per il governo Letta, l’unico possibile – afferma – perché l’alternativa sarebbe o un governo Pd-Grillo o il ritorno alle urne con il Porcellum.

Rispondendo poi a una domanda di Lucia Annunziata sull’immigrazione e sulla legge Bossi-Fini, ha chiarito che “il reato di immigrazione clandestina non c’entra con la Bossi-Fini” e “lo manterrei comunque nell’ordinamento” tanto più che “è ininfluente e non incide minimamente sulla tragedia del naufragio di Lampedusa”. Fini ha inoltre sottolineato che quei barconi non trasportano “uomini o donne che scappano per cercare lavoro” ma che “scappano da zone in cui ci sono guerre, epidemie, fame. La mia proposta – conclude quindi Fini – è quella del diritto d’asilo a tutti per ragioni umanitarie” di cui però si devono fare “carico i Paesi comunitari”.