Il Pd verso il congresso dei veleni e delle tessere gonfiate. E Virna Lisi scende in campo: io sto con Matteo…

Matteo Renzi respinge l’inciucio post-primarie. E lo fa non appena lo staff di Gianni Cuperlo ha offerto all’opinione pubblica i primi dati consolanti per lo sfidante di Renzi: la prima tornata congressuale si è conclusa con l’elezione di 49 segretari pro-Cuperlo contro 25 pro-Renzi. Contano i gazebo, non le tessere gonfiate, è la replica che arriva da Firenze. In pratica i conti sono tutti da fare, piano con le esultanze premature. E poi l’affondo: l’8 dicembre ci si conta e chi vince vince, chi perde perde. Le “larghe intese” interne, la conciliazione, il tarallucci e vino con relativa spartizione di poltrone è da escludere. Eppure, stando alle notizie riportate dall’Unità, in un terzo delle federazioni vincono candidati sostenuti sia dai renziani che dai cuperliani. La soluzione unitaria, insomma, va alla grande. Poi ci sono congressi finiti nel caos, con polemiche e denunce sui tesseramenti gonfiati: Catania, Trapani, Torino, Milano, Avellino. E discussioni, c’è da giurarci, ci saranno anche sul caso dei tesserati di Asti, finito anch’esso sui giornali: qua le tessere sono più che raddoppiate rispetto al 2012, da 165 a 341. E guarda caso si sono iscritti un sacco di albanesi, marocchini e romeni. E c’è chi si indigna: la questione morale, compagni, dov’è finita la questione morale?

Cuperlo si sente rincuorato dai risultati sui congressi e torna a sostenere la sua linea: parlare prima alla sinistra, poi a tutti gli altri. La “marmellata” del linguaggio unico per tutti i partiti non lo convince affatto. Renzi invece si consola incassando – dopo la battuta di D’Alema – l’endorsement di Virna Lisi: “Capisco poco di politica ma Matteo è un ragazzo che mi sta tanto simpatico: è uno che si butta nella mischia, finalmente”. Indiscrezioni vorrebbero poi Nicola Zingaretti, attuale presidente del Lazio, quale candidato gettato in pista da D’Alema per le primarie. La notizia rimbalza sul Corriere e il governatore è costretto a smentire. Ma tutti sanno, nel Pd e fuori, che D’Alema non resterà con le mani in mano in questa partita e che di certo non seguirà il consiglio suggerito dal quotidiano renziano Europa: “Lasci i ragazzi a vedersela da soli”.