Il Pd scherza col fuoco: con una furbata vuole reintrodurre l’Imu

Il partito delle tasse e dei furbetti è sempre in agguato. C’è la conferma: il Pd, con una furbata, vuole reintrodurre l’Imu attraverso un emendamento al decreto che da lunedì pomeriggio sarà votato dalle Commissioni  Finanze e Bilancio della Camera. Il testo dovrebbe arrivare in aula mercoledì

e prevedere l’abolizione della prima rata dell’odiatissima tassa sulla prima casa, ma nel Pd si preparano a un nuovo attacco per risuscitare l’imposta o almeno una parte di essa. È evidente che si tratta di una sorta di rivincita nei confronti del Pdl e di Berlusconi che sull’Imu ha impostato l’ultima campagna elettorale e ha fatto della sua abolizione la punta di lancia di una politica tendente a diminuire la pressione fiscale sui redditi degli italiani. Adesso, però, Epifani, Fassina e i suoi pensano che la situazione sia in parte mutata dopo che il governo ha incassato la fiducia nella giornata di mercoledì. Da qui l’irrigidimento e la prima grana anche per Letta. Il governo vorrebbe ‘”blindare'” il provvedimento, ma i deputati del Pd della commissione Bilancio hanno presentato un emendamento che fa pagare l’Imu alle case con rendita catastale oltre i 750 euro per recuperare risorse da destinare ad altri scopi. A farsi portavoce delle esigenze del governo è stato il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, vicino al premier Letta. «Saccomanni – ha spiegato – ha pagato con sollecitudine ai Comuni la compensazione per il mancato gettito della prima rata Imu. A questo punto diventerebbe complicato modificare le norme del decreto». Il post fiducia ha dato forza sì al governo, ma l’equilibrio politico è ancora da trovare. Molti deputati del Pd vorrebbero subito varare norme più «di sinistra», come appunto far pagare l’Imu  a chi abita in una casa appena più decente delle altre, come se questo significasse l’opulenza. Tra i circa 450 emendamenti presentati ve ne sono alcuni sia del Pd (di Angelo Rughetti) che di Scelta Civica (di Enrico Zanetti) che alzano la franchigia, e che farebbero pagare quindi l’imposta alle case più grandi (non gli immobili di lusso, come si vorrebbe far credere, perché quelli l’Imu l’hanno sempre pagata). Un emendamento di tutti i deputati Pd, poi, prevede che non vengano esentate le case oltre 750 euro di rendita. Il miliardo e 200 milioni che si ricava andrebbe a coprire un ritorno dell’Iva al 21%, 400 milioni per la Cig in deroga e 50 al fondo affitti. Secondo il Pd, insomma, gli italiani dovrebbero finanziare attraverso l’imposta sugli immobili le altre misure che la sinistra ha intenzione di varare. E meno male che tutti sembrano concordare sul fatto che la pressione fiscale ha raggiunto livelli intollerabili e dovrebbe essere ridotta. «La verità  – ha fatto notare Ignazio La Russa –  è che sta accadendo quello che temevamo: torna l’Imu. Appena l governo ha incassato la fiducia, il Pd ha presentato un emendamento al decreto che fissa il ritorno del balzello per una parte degli immobili di proprietà. Appare chiaro che il partito delle tasse è sempre in agguato».