Il nuovo idolo della sinistra è un paraplegico che spruzza vernice sulla polizia senza sapere perché

In poche ore Lello il “maestro” è diventato più famoso di Enrico Toti, quello della stampella lanciata contro il nemico prima di morire. Lello è un anziano paraplegico in carrozzina che sabato scorso s’è avvicinato a un blindato e ha spruzzato sul veicolo della vernice rossa: così, tanto per protestare, senza porsi minimamente il problema del perché. Piccolo inconveniente: gli agenti lo hanno ignorato e lui se n’è tornato indietro forse un po’ dispiaciuto per non essere stato manganellato a beneficio delle telecamere e non aver potuto consegnare al Paese un video leggendario con i segni di una violenza fascista sul corpo di un eroe metropolitano già colpito duramente dal destino.

In un Paese normale, se un uomo – bello, brutto, malato, paralitico o culturista – imbratta un’auto, un muro, un mezzo dello Stato, si becca un vaffanculo, una denuncia, una multa o anche un semplice rimprovero dai compagni che manifestano con lui. Invece no, in Italia Lello – che non a caso viene definito il “maestro” dai suoi compagni di spruzzata – in poche ore è diventato un idolo del movimento No Tav, No Global e No Tutto grazie a un filmato che sta facendo il giro della rete, accompagnato da un’enfasi che non si era sprecata manco per il ragazzo cinese che nel 1989 aveva sfidato i carri armati del governo in piazza Tienanmen.

La tristezza dei quelle immagini di un uomo malato messo in piazza a fare da apripista, incitato da giovani euforici che gli chiedono di spruzzare contro quel titanico simbolo del potere (una camionetta malandata di poliziotti pagati 1300 euro al mese) avrebbe fatto deprimere perfino Pasolini, ma a quanto pare la sinistra di oggi non butta via nulla, anzi: Lello ha creato suggestione, interesse, ha riempito un vuoto di eroi metropolitani, ha vendicato a dovere la frustrazione per i black bloc che criminalizzano i corteo pseudo-pacifici. State sicuri che a breve anche Saviano parlerà della straordinaria impresa di Lello. Eppure a leggere l’intervista al ” maestro”, quella tristezza iniziale diventa profondo magone perché si scopre che Lello in piazza ci va da anni, a prescindere dal perché. «C’è solo una sola regola quando ci si trova in situazioni del genere. L’ importante è non avere paura quando ci sono le forze dell’ ordine. Io sono venuto avanti come nulla fosse, senza mai indietreggiare, e loro non mi hanno fatto niente», spiega. Eh sì, non ci sono più i poliziotti di una volta che manganellavano i paraplegici e bucavano le ruote delle carrozzine. Ma cosa la porta in piazza, Lello? «Non c’ è un motivo preciso. Sono un anarchico e amo le manifestazioni. Ogni volta che c’ è un corteo, io ci sono».

Il finale è a sorpresa. Sempre senza sapere perché “il maestro a fine corteo – racconta il giornalista di Repubblica – ha  ancora la bomboletta in mano e tenta di scarabocchiare qualcosa sul bianco delle strisce pedonali”. «Un ragazzo si avvicina per aiutarlo: Mae’ , che scrivemo? Lui, basco blu sempre in testa e il caschetto agganciato alla sedia a rotelle, ci pensa un attimo e poi spara: “Siamo sotto alla statua del bersagliere, scrivi liberi tutti…». Ben detto, maestro, ma attenzione, perché questi ragazzi anche domani le chiederanno dove spruzzare. Lei, nel dubbio, gli indichi le ascelle, sarebbe un buon inizio.

Il video con Lello lo spruzzatore