Il film biografico su Lady D in arrivo nelle nostre sale. Ma la stampa inglese lo ha già duramente bocciato

La moda cinematografica del biopic (con tutte le derivazioni protoromantiche e pseudo celebrative sul tema) travolge anche la leggenda di Lady D: ma sullo schermo non sfila un modello di donna, di madre, di moglie dell’erede al trono. La rivisitazione di celluloide proposta in Diana. La storia segreta di Lady D da Oliver Hirschbiegel non le calza a pennello. L’esperimento spettacolare, anzi, accusa pieghe dietrologiche mal assortite e un taglio melodrammatico nella più critica accezione del termine. Il film arriverà nelle sale italiane da giovedì distribuito dalla Bim in 350 copie, anticipato infatti dalle molte critiche della stampa inglese. La pellicola porta sul grande schermo gli ultimi due anni della principessa (interpretata da una comunque convincente Naomi Watts), e si concentra soprattutto sulla problematica storia d’amore con il cardiochirurgo di origine pachistana, Hasnat Khan (Naveen Andrews). Una parentesi, nell’arco della sua breve vita, su cui il film, nel tentativo di sfuggire al rischio di cadere nell’obsoleto clichè del ritratto ribelle di una principessa insofferente al cerimoniale di Corte, punta esclusivamente, finendo per frugare comunque come tutti gli addetti ai lavori hanno fatto, dal suo fidanzamento con il Principe Carlo fino al giorno del tragico incidente sotto il ponte parigino, tra gli aspetti più intimi e privati della donna che stava dietro al personaggio: i suoi amori proibiti, i dolori e i segreti inconfessabili che hanno condizionato gli ultimi 24 mesi della sua vita. Un’operazione, a detta finora della stampa inglese fortemente delusa dalla pellicola, non completamente riuscita. E allora, pur riconoscendo allo script le buone intenzioni iniziali, «Sedici anni dopo quel terribile giorno, nel 1997, Diana ha dovuto affrontare un’altra tragica morte»: scrive senza mezzi termini il Guardian. Un giudizio negativo rilanciato anche dalle colonne del Times che ha parlato addirittura di un film «imbarazzante», di cui ha stroncato soprattutto la sceneggiatura. Un lavoro, quello di Hirschbiegel, in cui secondo il Daily Mirror l’immagine di Diana non ne esce affatto bene, e che il Daily Mail giudica «terribilmente scialbo». E se l‘Independent è più generoso, almeno per quanto riguarda l’interpretazione della Watts anche se, aggiunge, «non somiglia al personaggio», fuori dal coro si colloca solo il Daily Express che ritiene sia «un film da vedere e che commuoverà il pubblico».