Il consigliere Pd che augurò lo stupro della Isinbayeva, due mesi dopo è ancora al suo posto

«Isinbayeva per me possono anche prenderti e stuprarti in piazza. Poi magari domani ci ripenso. Magari mi fraintendono». Sono passati esattamente due mesi dalla frase choc di Gianluigi Piras. Il consigliere comunale di Jerzu e presidente per la Sardegna del Forum sui Diritti del Partito democratico, aveva fatto dietrofront, annunciato le dimissioni, parlato di una lettera di scuse e assicurato il suo immediato ritiro dalle scene politiche. Come è andata a finire sessanta giorni dopo? Sta ancora lì, niente dimissioni, niente lettera di scuse all’atleta russa che aveva osato commentare in questi termini la legislazione che vieta la propaganda di “orientamento sessuale non tradizionale ai minori”: «Noi russi siamo normali i ragazzi con le donne e le ragazze con gli uomini. Rispettate le nostre leggi». Il politico sardo non l’aveva presa bene e sul suo profilo Facebook aveva augurato lo stupro in piazza per la campionessa russa. Poi il ravvedimento (fasullo) e l’annuncio: «Rassegno irrevocabilmente le dimissioni dalla Presidenza del Forum Regionale sui Diritti civili del Partito Democratico della sardegna e dalla Direzione Regionale; rassegno irrevocabilmente le dimissioni dal Consiglio comunale di Jerzu; rassegno irrevocabilmente le dimissioni dal coordinamento regionale di Anci giovane; rimetto nelle mani del Segretario Regionale e Nazionale del Partito Democratico la mia tessera di iscritto e rassegno irrevocabilmente le dimissioni da coordinatore provinciale di Prossima Italia», scriveva Piras in una lettera riportata dall’Unità.

Passata la tempesta, il consigliere comunale sardo si è rimangiato tutto. Nel frattempo, ha trovato il modo di fare outing, dichiarando pubblicamente la sua omosessualità. Eppure in altre occasioni il Pd è intervenuto a velocità repentina. Emblematica la differenza con quanto accaduto a Caterina Marini a Prato. A metà giugno anche lei scrisse su Facebook un post choc, dopo avere subito un furto in casa. «Extracomunitari ladri  dovete morire subito». Dopo 24 ore arrivò la nota del Pd di Prato. «Con quelle dichiarazioni Caterina Marini è di fatto fuori dal Partito democratico perché violano chiaramente i nostri principi fondanti che da sempre si rispecchiano nell’anti-razzismo, nella non-violenza e nel rispetto della convivenza». Piras, invece, siede ancora tranquillamente nel Consiglio comunale di Jerzu. Dov’è la differenza?