I vip capricciosi di Parigi contro Alain Delon, “colpevole” perché “di destra”. E lui se ne infischia

In Francia come in Italia. Dichiararsi pubblicamente di destra è un peccato anche se sei un mostro sacro come Alain Delon, attore tra i più popolari, bravi e amati nel mondo. In una attimo si decade dall’Empireo al polverone polemico. Non sono andate giù in Francia le reiterate dichiarazioni dell’attore, che si è schierato apertamente per Marine Le Pen, a sei mesi dalle elezioni della prossima primavera. Il politicamente scorretto Delon aveva osato dire: «Approvo e sostengo l’ascesa alle Europee del Front National di Marine Le Pen». Il coraggio delle proprie idee (se sono di destra) non è merce molto apprezzata e le bordate polemiche si sono aggiunte a quelle riversate su di lui dopo una altrettanto coraggiosa dichiarazione del bello del cinema francese che ha fatto infuriare i paladini delle nozze gay: trovo «innaturale l’omosessualità», aveva dichiarato.  Ora accade che l’attore del Gattopardo ha annunciato ufficialmente le sue dimissioni dall’incarico di presidente onorario del Comitato Miss France, dopo che i dirigenti del celebre concorso di bellezza, hanno criticato il suo “assist” al Front National. Essere fuori dagli schemi dell’autorità “morale” delle sinistra non paga, lo sappiamo. Ma Delon non si scompone: «Il vostro comitato – si legge nella lettera di dimissioni, rivelata dall’agenzia France Presse – ha deciso di reagire pubblicamente, con durezza, alle mie parole sulla politica della Francia. Ne avete perfettamente diritto. Ma ora non siete voi che mi sbattete fuori, sono io che me ne vado». Siamo con lui, soprattutto quando smaschera i meccanismi ipocriti della gouche: «La vostra polemica è assurda, narcisa e ossessiva. Il vostro atteggiamento è disprezzo nei confronti del pubblico, che ha diritto di votare per chi vuole, una chiara negazione della realtà. Di conseguenza, mi dimetto ufficialmente dal mio incarico di presidente onorario a vita del Comitato Miss France». In una nota, infatti, la società che organizza il concorso aveva preso le distanze dalle parole dell’attore, che nell’intervista incriminata al quotidiano svizzero Le Matin aveva legittimato così il successo della Le Pen. «La gente  vuole azione, vuole qualcosa di diverso dal potere precostituito».

Secondo l’attore «l’ascesa sia del Mcg (Movimento dei cittadini di Ginevra) in Svizzera, sia del Front National in Francia è del tutto edificante. Le persone hanno conosciuto una Francia diversa sotto De Gaulle o sotto lo stesso Mitterrand. Ecco perché Mcg e Front National hanno un posto così importante, e questo io l’approvo, lo sostengo e lo comprendo perfettamente».