Fuoco e fiamme in aula. Ma il “mostro” da sbattere in prima pagina è sempre Scilipoti…

Prima o poi qualcuno dovrà prendersi la briga di riesaminare il giudizio inappellabile e insindacabile che la sinistra con smanie da “cassazione” ha dato una volta per tutte su Domenico Scilipoti. Lui, il più insultato parlamentare della politica italiana, quintessenza del “marcio” in Parlamento, simbolo della Repubblica del ribaltone, del voltagabbanismo e della corruzione. In sintesi, quanto di più negativo la nostra politica abbia prodotto, secondo l’opinione veicolata da quel fatidico 10 dicembre 2010, quando Scilipoti – ex Italia dei Valori – votò la fiducia al governo Berlusconi per poi lasciare Di Pietro stracciando la tessera, passare al Gruppo Misto e poi essere eletto a febbraio nel Pdl. Dare dello Scilipoti a qualcuno è diventata una moda. Per credere, basta aver visto a Ballarò, martedì, con un Sallusti che apostrofava Cicchitto come «uno che comincia a pensarla come Scilipoti», e un Cicchitto che reagisce veementemente. Si sa, quando qualcuno disturba il manovratore è un “infame”e un “traditore” e Scilipoti ha avuto la grande “colpa” di interrompere il film che la sinistra sognava già da allora per eliminare il Cav. Tutti coloro che si mettono al fianco di Berlusconi sono dei traditori o dei mentecatti, alla bisogna. E Scilipoti, non dimentichiamolo, è stato messo alla berlina anche per il suo lavoro di medico, la troupe di Santoro di Annozero addirittura fece irruzione a casa sua, in Sicilia, spaventando a morte la mamma, vecchia signora di 91 anni che davanti a microfoni, telecamere, domande a raffica e fari puntati ebbe un piccolo malore, ma poteva restarci secca. Sul medico siciliano si infierisce ogni volta che si può, come oggi in Senato: si è avvicinato a Berlusconi invitandolo «a bastonare i traditori», poi ha interrotto il secondo intervento di Letta ed è stato non tanto sottilmente preso in giro poi dal presidente del Senato Pietro Grasso: «Si è guadagnato l’apparizione in tv», gli ha detto con una punta di sarcasmo. Eppure le aule parlamentari hanno visto di tutto da parte di tutti, sceneggiate, liti da stadio, insulti, fuochi incrociati, tradimenti: la sinistra forse dimentica il voltafaccia dei 100 parlamentari del Pd costati cari a Prodi solo qualche mese fa? Eppure quando si parla di traditori e doppiogiochisti si pensa sempre e solo a lui. Bisognerà smetterla con questo alibi per tutti, un parafulmine dietro il quale si nascondono comportamento ben più squalificanti. Una “quadra” andrà trovata per onestà intellettuale: o sono tutti Scilipoti oppure, se non lo si vuole ammettere, almeno, lasciatelo in pace…