FdI lancia una campagna virale per i marò: «Via la foto dal Campidoglio? Postiamola sulle nostre bacheche»

Oltre 400 like e oltre 100 condivisioni in un paio d’ore, con numeri in crescita costante. Il popolo di facebook sposa l’iniziativa di Giorgia Meloni a favore dei marò. La capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia ha impostato una foto di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre come propria immagine di copertina. Sopra vi si legge «Il governo li dimentica, il sindaco di Roma li cancella, noi li rivogliamo a casa». Si tratta di un gesto semplice, simbolico, ma che riporta l’attenzione su una vicenda che sembra uscita dalle agende istituzionali, che rischia di finire nel dimenticatoio della politica, ma che – come dimostrano anche le sottoscrizioni su Fb – non è uscita dal cuore degli italiani. «A Marino che toglie l’immagine dei marò da piazza del Campidoglio – ha postato Meloni – rispondiamo pubblicandola sulle nostre bacheche. Vi invitiamo a fare la stessa cosa, finché il sindaco di Roma non la rimetterà al suo posto».

Ma Fratelli d’Italia ha preso un’iniziativa simile anche nel “mondo reale”: l’eurodeputato Carlo Fidanza ha calato dalla finestra del proprio ufficio uno stendardo con la foto dei fucilieri di marina, in tutto simile a quello che sventolava sulla facciata del Campidoglio. Sopra si legge: «Stop piracy. Respect of international law for italian soldiers». La frase richiama all’essenza di questa vicenda: i marò sono stati fermati mentre compivano il loro dovere e sono detenuti in India illegalmente. Un messaggio nel quale chiunque, anche chi ha pregiudizi ideologici verso le forze armate, potrebbe (ma sarebbe meglio dire “dovrebbe”) riconoscersi, tanto più se ricopre incarichi istituzionali.

«La battaglia per la liberazione dei marò è riuscita a fare breccia persino nella rigida burocrazia europea. Riuscire a esporre qui la loro gigantografia non era affatto scontato e, invece, non solo l’ho potuta calare dalla finestra del mio ufficio, ma vi resiste da tempo», spiega Fidanza, sottolineando che questo dimostra come manifestare o meno il proprio sostegno a due soldati italiani arrestati in quelle circostanze «è solo una questione di volontà politica». «Noi di Fratelli d’Italia la abbiamo, ci piacerebbe – conclude l’eurodeputato – che anche chi ricopre incarichi istituzionali la dimostrasse».