Ecco i punti della legge di stabilità finalmente “nero su bianco”

«Una manovra che ci fa tornare a guardare al futuro», così Enrico Letta ha messo il sigillo sulla legge di stabilità da 11,6 miliardi di euro, finalmente nero su bianco dopo giorni di anticipazioni in parte smentite dai dieci punti da ieri notte ufficiali. Nel dettaglio ecco i capitoli della maxi Finanziaria: cuneo fiscale, service tax, ecobonus, imposta di bollo, banche e assicurazioni, enti locali, dismissioni, professioni giuridiche. Sfrondata la pressione fiscale anche, si dice, per un fitto scambio di messaggi tra il premier e il Cavaliere durante l’interminabile Consiglio dei ministri per annullare alcune misure fiscali come il prelievo sulle pensioni e l’imposta sulla casa, sostituita.

Ecco le misure più significative: meno Irpef per un miliardo e mezzo. Sul piatto, per ora, ci sono 11,6 miliardi in tre anni, 5 per i lavoratori, 5,6 per le imprese. Nel 2014 lo sgravio sulle buste paga, concentrato sui redditi più bassi, sarà di un miliardo e mezzo di euro. Per le imprese, invece, ci sarà una riduzione dell’Irap sulla componente relativa al costo del lavoro. Confermata la Trise: la nuova Service tax, che scatta dal 2014,  assorbirà Imu, Tares e Tarsu. La quota sui servizi indivisibili (Tasi) vale l’1 per mille della base imponibile Imu (o 1 euro a metro quadro a scelta dei comuni), mentre la quota rifiuti (Tari) dovrà coprire i costi del servizio. Rispetto alla bozza della vigilia scompare dal testo delle legge di Stabilità l’aumento dell’aliquota fiscale sulle rendite finanziarie dal 20 al 22%, ma viene invece confermato l’aumento dell’imposta di bollo sulla gestione titoli (porterà 900 milioni in più). Anche una misura «strutturale» per agevolare il rientro dei capitali detenuti illecitamente all’estero e disciplinare ’«autoriciclaggio». Ma è dalla stretta sul pubblico impiego che arriva buona parte dei risparmi sui costi dello Stato, con il taglio del 10% degli straordinari, misura ridotta al 5% per militari, polizia e vigili del fuoco. Confermato il blocco delle pensionoltre i 3mila euro: la quota di pensione oltre sei volte il trattamento minimo Inps, ossia 3.000 euro lordi al mese, non verrà rivalutata nei prossimi tre anni, mentre quelle inferiori, a partire dai 1.500 euro lordi, avranno una rivalutazione solo parziale. In bilico il contributo di solidarietà, il prelievo a carico delle pensioni oltre i 100 mila euro. Confermato l’allentamento per un miliardo di euro del patto di stabilità, il sacrificio chiesto a Comuni e Province per aiutare lo Stato a rispettare il limite del deficit. Altri 500 milioni di euro vengono scorporati dal patto per pagare i debiti della pubblica amministrazione.