Dopo il dramma di Lampedusa l’Europa si scuote. Barroso: lavoriamo a nuove misure

Doveva esserci un dramma delle proporzioni di Lampedusa per indurre l’Europa a scuotersi dal suo torpore. Josè Barroso risponde al grido d’allarme lanciato dall’Italia e annuncia che la Commissione Ue «nell’ambito delle sue competenze e risorse continua a lavorare ad altre misure e azioni concrete che possono essere prese a livello nazionale e europeo per affrontare il problema dei rifugiati e le difficoltà degli Stati membri coinvolti».

In una nota la Commissione fa anche sapere che mercoledì Barroso sarà a Lampedusa «per rendere omaggio alle vittime ed esprimere solidarietà e gratitudine alle autorità e ai cittadini» dell’isola. E mentre l’Ue si organizza, stamattina sono stati recuperati dai sommozzatori i corpi di due donne. In bilancio ufficiale della strage, ancora provvisorio, sale dunque a 196 vittime. Inoltre più di 150 bare sono sbarcate a Lampedusa e trasportati nell’hangar dove già si trovano le bare di 113 vittime del naufragio e altri 83 corpi recuperati domenica dai sommozzatori. Al momento nessuna salma è stata trasferita sulla terra ferma: molti dei sopravvissuti hanno infatti raccontato di aver perso dei parenti nel naufragio e, dunque, prima di portare via le salme si darà loro la possibilità di visionare le foto scattate dagli uomini della polizia scientifica per vedere se riescono ad identificarli. Nel pomeriggio in apertura della sessione plenaria, l’Europarlamento osserverà un minuto di silenzio in ricordo delle vittime e in serata i deputati parteciperanno a una fiaccolata. Le iniziative nascono dall’appello lanciato dai vicepresidenti del Parlamento europeo, Roberta Angelilli e Gianni Pittella.