Detenzione domiciliare e lavoro alternativo al carcere: da luglio il numero dei detenuti comincia a calare

Il numero di ingressi in carcere è in calo, passando da «una media di circa 1.000 a mese, dato registrato nei primi sei mesi del 2013, a meno di 500, da quando è entrato in vigore il decreto legge sull’esecuzione della pena». Lo afferma il sottosegretario Giuseppe Berretta, sottolineando che «gli ultimi dati del Dap confermano le previsioni del ministero della Giustizia sul buon funzionamento e sull’utilità del decreto legge. Un provvedimento – osserva Berretta – che va nella giusta direzione per ridurre l’emergenza del sovraffollamento delle carceri italiane e che in questi primi tre mesi è riuscito a dimezzare la media delle persone entrate in carcere. Il numero di ingressi in carcere a partire dai primi di luglio, data di entrata in vigore del decreto – rivela il sottosegretario – è costantemente diminuito. Nel primo mese di applicazione, dai primi di luglio ai primi di agosto, sono entrate in carcere circa 300 persone in meno rispetto al mese precedente, un ulteriore decremento si è registrato tra agosto e settembre, e negli ultimi venti giorni la cifra si è abbattuta a soli 329 nuovi ingressi». Secondo Berretta, avere «incentivato la detenzione domiciliare e l’inserimento lavorativo al posto del carcere, per chi commette reati che non minano la sicurezza della collettività, sta dando i primi frutti. Nessuno – conclude il sottosegretario alla Giustizia – pensa che questo provvedimento possa risolvere definitivamente il grave problema del sovraffollamento carcerario, ma è un bel passo in avanti verso il rispetto della dignità dei detenuti». L’8 agosto scorso, con la conversione in legge del decreto 78/2013 sull’esecuzione della pena, si è intervenuti principalmente su due fronti: da un lato regolando più efficacemente i flussi dell’ingresso in carcere nei confronti dei condannati che, trovandosi già in libertà al momento del passaggio in giudicato della sentenza e non avendo commesso gravi reati, al ricorrere di determinate condizioni, potranno essere ammessi ad una misura alternativa, senza dover prima passare per il carcere; dall’altro lato si è intervenuti sui flussi in uscita, favorendo l’accesso alle misure alternativa per coloro che si trovano già in carcere. A tal fine sono stati modificati: il codice di procedura penale, l’ordinamento penitenziario, il testo unico sulle tossicodipendenze e la disciplina del commissario straordinario del governo per le infrastrutture carcerarie.