Decadenza, Casini come Amleto: votarla o non votarla, questo è il problema

Per un giorno Pierferdinando Casini si veste con i panni del più celebre personaggio shaekespeariano, Amleto Principe di Danimarca. Quanto il leader dell’Udc ha dichiarato a Matrix ricorda molto da vicino la più nota battuta del grande dramma teatrale, con il giovane protagonista che afferma metitabondo: «Essere o non essere, questo è il problema». Dopo oltre quattro secoli, ecco che cosa Pierre sospira durante il talk show a proposito del voto nell’aula del Senato sulla decadenza di Berlusconi. «Non ho ancora deciso. Non è vero che ho contrattato con Berlusconi, non ho parlato con lui e non gli parlerò. Sarà un voto che appartiene  alla mia coscienza e basta. Al momento giusto lo dirò». Questa problematica dichiarazione del leader neocentrista arriva all’indomani dello strappo con Monti dopo la decisione dell’ex presidente del Consiglio di dimettersi da presidente di Scelta civica. «Monti – dice sempre Casini – sa che cosa significa governare  questo Paese quando c’è una maggioranza litigiosa. Questa politica del doppio binario, questo atteggiamento rissoso, anche da parte di Monti, sull’azione dell’esecutivo, questi continui, distinguo non sono accettabili».

La polemica Monti-Casini ha scatenato vari retroscenisti. Secondo i soliti bene informati, il leader dell’Udc, insieme con Mario Muro e gli componenti della fronda antimontiana, starebbero lavorando dietro le quinte per tessere una rete trasversale volta a salvare il Cavaliere dalla decadenza, una ipotesi che vedrebbe aumentate le sue chances se l’aula di Palazzo Madama si dovesse pronunciare con il voto segreto. L’obiettivo “strategico” di Casini e Mauro sarebbe quello di rafforzare le larghe intese e l’ «asse» Letta-Alfano. Non c’è dubbio infatti che il governo otterrebbe un’ulteriore, per così dire, “assicurazione sulla vita” se il voto del Senato fosse favorevole a Berlusconi. In tutta questa complessa operazione, la figura di Monti, soprattutto per le posizioni fortemente critiche verso il governo assunte dopo la presentazione della Legge di Stabilità, poteva diventare ingombrante. Non per niente, l’ex presidente del Consiglio aveva rimproverato i “suoi” senatori di fornire un «sostegno incondizionato» all’esecutivo guidato da Enrico Letta.  Le amletiche dichiarazioni di Casini a Matrix potrebbero ora avvalorare questo scenario. Staremo a vedere. Di sicuro c’è il fatto che i drammi di Shakespeare sfidano brillantemente il tempo.  Assai più problematica è invece la sorte dei copioni scritti dalla politica italiana.