Decadenza, caos in giunta. Il Pdl attacca. Domani mattina il voto

Acque agitate in giunta per il regolamento, chiamata a decidere sul sistema di voto, segreto o palese, da utilizzare per esprimersi in aula, al Senato, sulla decadenza di Silvio Berlusconi. In apertura dei lavori il pdl ne ha chiesto la sospensione chiamando in causa i giudici: «La corte d’Appello di Milano ha appena detto che l’incandidabilità è una sanzione amministrativa, e pertanto non è retroattiva. Quindi da ragione a noi e non c’è motivo di andare avanti», ha detto Francesco Nitto Palma. Ma la giunta ha proseguito comunque i lavori, per esaminare il caso e decidere il da farsi. Dopo una seduta-fiume, il voto in giunta è stato rinviato a domani mattina. Intanto Berlusconi, intervistato da Bruno Vespa per il suo tradizionale libro di fine anno, è tornato a parlare della sua decadenza, giudicandola “una macchia sulla democrazia italiana destinata a restare nei libri di storia”. «Il leader di centrodestra sarebbe escluso con una sentenza politica che è il contrario della realtà, perché non si riesce a batterlo nelle urne», dice il Cavaliere. «Segnalo che il governo, se volesse, avrebbe un’autostrada per risolvere il problema: è tuttora aperta la “legge delega” sulla giustizia, e basterebbe approvare una norma interpretativa di una riga, che chiarisca la irretroattività, la non applicabilità al passato della legge Severino. Basterebbe rispettare – dice Berlusconi nell’intervista a Bruno Vespa per il suo prossimo libro (“Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza Repubblica) – lo Stato di diritto, l’art. 25 della nostra Costituzione e l’art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo», conclude il Cavaliere.

Nel frattempo la conferenza dei capigruppo ha fissato il calendario dei lavori dell’aula fino al 22 novembre senza fissate la dara del voto sull’esclusione dell’ex premier. Decisione che ha scatenato l’ira del Movimento 5 Stelle.