Dario Fo irrompe al Senato grazie a radio-Grillo. Ma il “verbo” del premio Nobel viene subito bloccato…

Dario Fo parla e i grillini utilizzano le  sue parole come i versetti del  Vangelo. Si possono smarcare da Grillo e Caseleggio, ma quando il drammaturgo dice la sua è tutt’altra storia. Scattano sugli attenti, si soffermano a disquisire sulle sue parole e usano l’aula del Senato come se si trattasse del palcoscenico di un teatro. O le casse di una radio privata.

Oggi, per esempio, hanno provato a far sentire in aula un messaggio sul valore della Costituzione che il commediografo ha inviato al Movimento. «Che strano, abbiamo sempre detto – è scritto nel messaggio – che la nostra è la Costituzione più bella del mondo ed ecco che all’improvviso qualcuno vuole cambiarla perché, dicono, in quel testo ci sono delle incongruenze e degli errori e, guarda caso, questi senatori e deputati sono gli stessi che hanno voluto e imposto le leggi ad personam. Strane coincidenze della storia». Il gruppo M5S, impegnato nell’ostruzionismo a difesa della Costituzione, ha subito pensato di indottrinare l’aula facendo ascoltare le sue parole. Un senatore pentastellato ha accostato al microfono del senatore Bruno Marton, che annunciava la voce del premio Nobel , il suo cellulare e si è cominciato a sentire la voce di Dario Fo ma il presidente di turno Maurizio Gasparri, dopo un attimo di sorpresa, ha bloccato l’iniziativa obiettando: «Non siamo a campo radio base». «Si vergogni», ha scandito Marton protestando per l’intervento e di rimando Gasparri: «Si vergogni lei, non offenda la presidenza, la richiamo all’ordine». Un botta e risposta che la dice lunga sull’insofferenza dei grillini alle regole e al rispetto del regolamento.