Dalla Germania di Ratzinger arriva la “svolta”: sì ai sacramenti per i divorziati e i risposati

«Accompagnare con misericordia di divorziati» è stata l’apertura di papa Francesco nella sua prima intervista a Civiltà cristiana ai fedeli con un matrimonio fallito alle spalle, un primo passo variamente interpretato che segna una svolta devisiva su uno dei terreni più delicati per la Chiesa moderna che da anni occupa le riflessioni dei teologi. Proprio dalla Germania di papa Ratzinger arriva lo strappo destinato ad aprire un dibattito che farà discutere e dividere. Una circolare della diocesi di Friburgo spalanca le porte ai fratelli “che sbagliano”: nel documento della seconda delle 27 diocesi tedesche, guidata dall’arcivescovo Robert Zollitsch, presidente della conferenza episcopale tedesca, si apre ai sacramenti per divorziati e risposati. Da secoli la dottrina cattolica vieta l’accesso ai sacramenti ai divorziati e ai risposati, messi ai margini della comunità e del vissuto  quotidiano.

«L’obiettivo della circolare – spiega Zollitsch – è quello di migliorare la situazione dei credenti divorziati che desiderano avvicinarsi alla Chiesa, ai suoi uffici e ai sacramenti». Il testo che sarà pubblicato nei prossimi giorni  ha carattere simbolico per tutto il Paese e punta, come osserva lo Spiegel, a oltrepassare i confini nazionali. «In caso di fallimento di un matrimonio vogliamo essere aperti verso le persone colpite, vogliamo dare loro ascolto e avvicinarle», ha detto il responsabile della Ufficio per la cura delle anime di Friburgo, «la fiducia e la misericordia di Dio vale anche per coloro il cui progetto di vita è fallito». Una scelta forte a fronte dell’alto numero di  divorzi che la Chiesa non può ignorare. Il documento è il risultato di un lungo confronto all’interno della Chiesa cattolica tedesca: durante la visita di Papa Benedetto XVI due anni fa in Germania, l’allora presidente Christian Wulff (divorziato) aveva perorato un atteggiamento più comprensivo della Chiesa.

L’arcivescovo di Friburgo è considerato un liberale, disposto alla mediazione, un religioso vicino alla gente. Nel 2008, in un’intervista allo Spiegel, Zollitsch aveva anche invitato a non accostarsi al tema del celibato per i religiosi con un atteggiamento di divieto assoluto: la relazione tra il sacerdozio e il celibato, aveva detto, non è «una necessità teologica». In Vaticano la notizia dello strappo viene accolta con cautela ma anche una certa irritazione. Con il nuovo corso di papa Bergoglio le parole “collegialità” e “confronto” sono centrali, ma dal dialogo a tutto campo a sancire aperture storiche ce ne passa. Padre Ciro Benedettini, numero due della sala stampa vaticana, precisa che «il documento della diocesi non ha autorevolezza. Non ci risulta sia stato avallato dall’amministratore apostolico della diocesi (l’incarico di vescovo è scaduto lo scorso settembre), nonché capo della conferenza episcopale Robert Zollitsch. È un’iniziativa autonoma di un ufficio interno della diocesi».