Berlusconi cerca di ricucire la frattura nel Pdl. Quagliariello: ormai ci sono gruppi dirigenti incompatibili

Il colpo di teatro con cui Silvio Berlusconi ha dichiarato nell’aula del Senato che avrebbe votato sì alla fiducia ha spiazzato soprattutto gli avversari del Pd. Indubbiamente la mossa è stata tanto repentina quanto capace di scompaginare ancora una volta il quadro politico, tanto più se si tiene presente che Berlusconi ha detto anche di avere ancora una flebile speranza affinché si instauri un clima di pacificazione. Infatti mentre erano in corso le votazioni sulla fiducia ha anche annunciato che è in forse la manifestazione del Pdl convocata per il 4 ottobre, giorno in cui la giunta per le immunità deve pronunciarsi sulla sua decadenza da senatore. 

Nel suo intervento in aula il capogruppo del Pd Zanda è stato addirittura sferzante nei confronti del leader del Pdl: “Oggi si è formata una nuova maggioranza politica indipendentemente da tutte le operazioni tattiche e furbesche che contrastano con le parole e i gesti gravissimi che abbiamo ascoltato in questi giorni”. Zanda viene contestato dai senatori azzurri, ma prosegue accusando Berlusconi per l’improvvisa giravolta sulla fiducia che, dice, è stata decisa per nascondere una “sconfitta politica”. Dopo l’intervento del capogruppo del Pd Nitto Palma, Bondi, D’Anna e Lucio Barani (Gal) decidono di non votare comunque la fiducia.

E adesso che succede nel Pdl? Si attende una decisione sul gruppo autonomo che Formigoni aveva annunciato in mattinata anche se, dopo la scelta pro fiducia di Berlusconi, i dissidenti sono gongolanti e lo stesso Formigoni commenta: “Noi non siamo traditori, ma lungimiranti pionieri”. Del gruppo autonomo però si discuterà lo stesso in serata.

Ma sarebbe riduttivo limitare le questioni aperte nel Pdl al sì o al no alla fiducia. La frattura che si è aperta è profonda. Tira le somme Quagliariello: “Quello che è successo oggi è la fotografia della situazione attuale e cioè: c’è un punto di riferimento comune che è Berlusconi, ma ci sono due classi dirigenti incompatibili”.