Casini dà l’addio al Terzo Polo. E i montiani sono pronti a darsele di santa ragione

Benedetto Della Vedova lo chiama «chiarimento» e lascia intendere che tutte le possibilità siano ancora aperte. «Le notizie riguardo ai contenuti di un eventuale documento in discussione al direttivo di Sc sono prive di fondamento», spiega il senatore. Il deputato Mario Catania, invece, spiega che «nell’Assemblea dei parlamentari di Sc si ufficializzerà la rottura». Tanto basta a capire che Scelta Civica è ormai un partito allo sbando e che il direttivo di domani non sarà altro che una resa dei conti. E, eventualmente, l’occasione per ratificare quello che Pierferdinando Casini ha già annunciato: la fine dell’esperienza terzopolista.

«Il Terzo Polo è  finito, ora bisogna schierarsi», ha detto il leader dell’Udc nel corso della Telefonata di Belpietro, spiegando anche che «è inutile sognare, la Dc non può tornare». Molto più, dunque, delle “cortesie” politico-personali che si è scambiato con Mario Monti negli ultimi giorni. Il giudizio qui è politico, netto, misurato sul campo di un’esperienza elettorale e parlamentare che ora mostra tutta la sua fragilità. Per il deputato montiano Mario Sberna, «Scelta Civica è nata per porre fine a vent’anni di bipolarismo muscolare e di berlusconismo», ma l’affermazione appare quanto meno velleitaria alla vigilia di una direzione che si annuncia come il momento in cui a finire sarà proprio Scelta civica. Più realistiche appaiono invece quelle parole di Casini sulla fine del terzopolismo e, quindi, per dirla con Mara Carfagna, sulla «vittoria, sul piano parlamentare e anche culturale, del bipolarismo».

Anche Maurizio Gasparri prende atto «con soddisfazione» delle parole di Casini, che «conferma – sottolinea il senatore del Pdl – che prevale l’opzione bipolare, senza necessità di scontri frontali o di una dialettica carica di astio come quella alimentata dalla sinistra nei confronti di Silvio Berlusconi». «Schierarsi – prosegue Gasparri – vuol dire unire coloro che, sul piano dei valori, delle collocazioni europee, dei programmi possono e devono avere una sintonia. Bisogna quindi riportare il confronto sugli alti temi della politica, dei valori, delle riforme fondamentali. Ed è per questo che anche all’interno del Pdl ci auguriamo di trovare sintesi positive e costruttive attorno e insieme a Berlusconi».