Brunetta pianta i paletti: «Il premier non s’illuda di zittirci, il governo non si sposterà a sinistra»

«Se dopo quello che è accaduto qualcuno immagina o sarà tentato di spostare l’asse della Grande coalizione a sinistra si sbaglia». Pianta i paletti ben saldi nel terreno delle larghe intese il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta in un’intervista al Mattino in cui sottolinea che nel governo “resta viva la normale dialettica intorno ai vari temi sul tappeto, dalla riforma fiscale all’attacco del debito, dal taglio delle spese al sostegno alle politiche per l’occupazione” ma “nessuno pensi di dire all’altra forza politica: taci tu”. «Finché continuerà la violenza persecutoria contro Berlusconi non ci potrà mai essere serenità nella politica italiana», spiega, «perché questo clima non l’ha voluto il Pdl-Fi, ma il Pd». Insomma per l’ex ministro a sentire certe dichiarazioni – e Brunetta cita Fassina, Franceschini, Epifani – sarà ancora burrasca. Ce l’ha anche con Enrico Letta, «perché – dice – quando dà per archiviata una stagione politica si sbaglia e dimentica che soltanto gli elettori possono voltare pagina». Quanto alle discussioni sull’Imu, Brunetta dice di tener fede alle parole del premier del 28 agosto, «quando rilanciava l’impegno del governo per l’eliminazione sia della prima rata dell’Imu che della seconda, per gli importi rispettivi di 2,4 miliardi». Quindi le nuove ipotesi sull’imposta “resteranno nella sfera dell’irrealtà in quanto dettate soltanto da uno spirito di renvanscismo tenuto vivo da alcuni ex comunisti”. Per quanto riguarda la dialettica interna al Pdl, per Brunetta “la spaccatura del gruppo in Parlamento è un evento molto improbabile” mentre la discussione interna deve continuare, “ma non come dice Fitto – sottolinea, – che chiede il Congresso: questo non è il momento per dividerci”.