Palermo: bilancio in rosso, ma il sindaco Orlando preferisce occuparsi… dell’asino

Un asino rovesciato che regge una piramide sugli zoccoli. Alla base della statua in acciaio una targa con una citazione di Josè Saramago, lo scrittore portoghese che amava definirsi un “comunista ormonale”. All’inaugurazione in piazza Politeama il sindaco Leoluca Orlando di Palermo ha posato tronfio per i fotografi, convinto di avere reso un grande servigio alla cittadinanza. Accanto a lui, per la “photo opportunity” il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzione. La cultura è cultura, l’arte e arte: la statua fa da promo alla mostra di Palazzo Normanni che dedica addirittura una personale all’autore della statua, Nino Ucchino. «Artista di fama internazionale», garantisce il direttore della Fondazione Federico II, Francesco Forgione. E l’opera? «Rappresenta un asino sormontato dalla Piramide della Vita, simbolo notoriamente cristologico di onestà e fedeltà (l’asinello che scaldò Gesù bambino) e leit motiv della ricerca artistica di Ucchino». Un capolavoro? È di tutt’altro avviso Helga Marsala, critica d’arte palermitana che sul sito Artribune ha svelato l’arcano. La biografia dell’artista messinese non sarebbe particolarmente esaltante. «Nel suo curriculum ci sono una collezione di mostre locali, dal Museo dell’acciaio di Savoca (Messina) alla Chiesa del Carmine di Taormina, dalle romane gallerie Benucci di via del Babuino al comune di Sant’Agata Li Battiati (Catania), dalla fiera d’arte moderna di Forlì, al ristorante-cafè Rome di Losanna. Insomma, l’impressione è che il dottor Forgione la biografia dell’artista non l’abbia letta troppo bene. Le opere? Artigianato sacro, astrattismo scultoreo di maniera e una pittura piuttosto accademica».

Anche la cittadinanza ha reagito con molta perplessità se non addirittura con critiche aperte. La domanda che corre di bocca in bocca è una sola: quanto è costata l’opera alle casse pubbliche? La spesa arriva infatti in un periodo in cui le casse di Palermo non sono certo floride. Lo ha ricordato recentemente l’assessore al Bilancio del Comune, Luciano Abbonato, giustificando l’ennesima stangata sui palermitani, la nuova tassa sui rifiuti. «L’Amministrazione non avrebbe in alcun modo potuto ridurre il costo complessivo della tassa, che è già stato limitato al massimo. Le casse non lo consentono». Perché soldi per i palermitani non se ne trovano, ma per gli asini sì.