Berlusconi chiede i servizi sociali: presentata l’istanza alla procura di Milano. Top secret la destinazione

Silvio Berlusconi, attraverso i suoi legali, ha depositato questa mattina alla procura di Milano l’istanza per chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare la pena definitiva del processo Mediaset. Istanza che è stata poi già trasmessa al Tribunale di Sorveglianza. Top secret, per ora, la destinazione. Negli ultimi giorni si sono moltiplicati gli inviti al leader del Pdl: tutti lo vorrebbero tra i propri volontari, da Don Mazzi a Gino Strada, che lo inserirebbe volentieri in Emergency in Sudan o a Kabul. C’è il Ceis degli eredi di don Picchi, che accolse a suo tempo l’avvocato di Berlusconi, Cesare Previti, e persino Francesco Storace.

I legali del Cavaliere, però, starebbero lavorando anche alla carta dell’affidamento a casa: lo schema potrebbe essere quello di affidargli  un «lavoro di pubblica utilità» che possa essere svolto anche nella sua residenza, come ad esempio – suggerisce il Corsera – la stesura di un programma economico per le fasce più deboli della popolazione. Tutte ipotesi giornalistiche a metà tra il gossip e il folclore visto che la procedura non attribuisce a Berlusconi la scelta della destinazione dove «scontare» i servizi sociali.  In ogni caso i tempi saranno lunghi: a decidere sul luogo sarà infatti un tribunale, che prima però dovrà aspettare il completamento dell’istruttoria dell’Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna). A proposito delle ricostruzioni giornalistiche su ipotetici diverbi tra i tre legali di Berlusconi sulla strategia da seguire, i diretti interessati, Longo, Coppi e Ghedini, rispediscono al mittente le notizie come «palesemente inventati». Su la Stampa  Ugo Magri ha  addirittura ipotizzato uno scontro fra i difensori per far risiedere il Cavaliere a Roma o Milano. «A parte che la prospettazione è di per sé risibile poiché non è certo facoltà degli avvocati ma del giudice stabilire dove l’eventuale affido sarà concesso – spiegano i tre – il luogo per gli avvocati è del tutto irrilevante. Comunque non c’è stata mai la benché minima differenziazione sulle strategie da adottare che sono sempre state tutte condivise e concordate in piena collaborazione».