Berlusconi agli eurodeputati del Pdl: «Mi faranno fare la fine di Timoshenko»

«I miei avvocati dicono che il mio futuro è infausto. Mi faranno marcire in galera. E come ci dimostra il caso Timoshenko, dopo molte manifestazioni alla fine anche la ribellione contro queste vicende si placa». Silvio Berlusconi parla con gli eurodeputati del Pdl e le indiscrezioni rimbalzano sulle agenzie subito dopo il pranzo di Palazzo Grazioli. Un caleidoscopio di considerazioni, tutte senza virgolette di rito, ma dai contenuti nitidi. «Dobbiamo abbassare le armi e tornare al partito», dice a proposito dello scontro in atto nel Pdl. «Farò tutto quello che posso per riunire», avrebbe aggiunto, secondo quanto riferisce chi era presente. I giudizi più duri il Cavaliere li avrebbe riservati ai capifila dell’ala governativa del partito: «I ministri non li ho scelti io, io ho scelto solo Alfano», ha detto tra l’altro. Ma il Cavaliere non ha risparmiato critiche, si spiega, neanche ai “lealisti”, capeggiati da Fitto, che chiedono il congresso. E sulla riforma della giustizia, «il Parlamento non può fare una legge se la magistratura non avalla». «I parlamentari», è il ragionamento che il Cavaliere avrebbe fatto «prestano infatti attenzione perché è la magistratura a proteggere la loro libertà». Sulla mancata riforma del passato, tutta colpa degli alleati: «Fini, Casini e Follini si sono sempre opposti a una riforma della giustizia per avere loro uomini all’interno della magistratura». Alla proposta avanzata nel corso del pranzo dal parlamentare europeo Enzo Rivellini («Perché non invitare i deputati stranieri a visitare le carceri italiane?») Berlusconi avrebbe replicato in questi termini: «Da innamorato dell’Italia, è una vergogna che mi risparmierei».

Queste dichiarazioni trapelano senza il marchio dell’ufficialità. In pubblico, gli eurodeputati del Pdl hanno confermato «il sostegno alla leadership di Berlusconi pregandolo di continuare ad esercitarla ancora a lungo». «In Europa siamo uniti come gruppo Pdl e perciò siamo forti, dobbiamo continuare a esserlo anche in Italia», hanno detto gli eurodeputati al Cavaliere.