Bentornata Rita! Il nuovo cd “Master” rivela una Pavone inedita e esplosiva

Non si ferma la Rita nazionale, non ci sta ad essere messa nella teca dei ricordi e dopo un ventennio senza nuovi album e otto anni di esilio volontario dalle scene torna in grande spolvero per un nuova “vita“ musicale, anche se lei definisce “canto del cigno”, il suo nuovo cd, Master, che segna una vera e propria rivoluzione nello stile Pavone. Lo definisce in sede di presentazione il «sogno della sua vita». A volte i sogni si realizzano a 68 anni e con 50 anni di carriera alle spalle se la stoffa d’artista è di qualità. È quanto successo a Rita Pavone che ha potuto prendere in mano la copertina di Masters come fece con quella de La partita di pallone nel 1962, vale a dire con la stessa incredula felicità: «Come allora – ha detto – mi sembrava impossibile che lì dentro ci fossi io». Doppio Cd (in uscita l’8 ottobre per Sony) con titolo allusivo – tanto la matrice dei dischi, quanto e soprattutto i “maestri ispiratori” – Master è il progetto tenuto nel cassetto per una vita e tirato fuori quando tutto era pronto per un «ritorno alle origini. Mi sono detta, se non lo faccio ora, quando?» , ha spiegato l’artista attesissima al fianco di Gianni Morandi all’Arena di Verona nel doppio concerto del 7 e dell’8 ottobre per un medley a sorpresa: «Eravamo i due minorenni della canzone», scherza, «è rimasta un’amicizia vera, concreta».

L’album ci rivela una Rita assolutamente inedita che dimostra, oltre che la sua tipica ed incredibile freschezza vocale, anche un’assoluta versatilità musicale ed interpretativa, passando, con nonchalance, dallo swing alle ballate romantiche, dal pop Usa inizio anni ’60, al jazz, fino ad alcuni strepitosi rock&roll anni ’50. Nell’album ha voluto non solo raccogliere e interpretare 15 cover americane che sono state le ispiratrici di tutta la sua carriera iniziata negli anni ’60, ma anche riproporre le medesime 15 cover in versione italiana, con alcune traduzioni curate dalla stessa Pavone, da Dario Gay, Franco Migliacci, Lina Wertmuller ed Enrico Ruggeri. Voce esplosiva, dirompente, come sempre. Particolarmente felice il singolo che traina il Cd, I want You with me, appartenente al songbook di Elvis Presley, edito nel 1961. Rita -la classe non è acqua-  conferisce un tocco di straordinaria modernità che cancella le 52 primavere del brano. Perché solo ora vede forma questo sogno? La Pavone ammette di essere stata prigioniera del suo mito di ragazzina che canta, icona legata inevitabilmente al suo periodo d’oro agli anni ’60. «È il problema di tutti gli artisti che hanno successo da giovanissimi: non volevano che tradissi il mio personaggio. Per un disco così mi avrebbero dato della matta…», dice al Messaggero. Ora il dado è tratto e come annunciato tempo fa su sul suo profilo ufficiale di Facebook, “Small Wonder”, dice «sono tornata. Non lascerò mai la musica: per me è una delle ragioni di vita». Una grande rivincita per una tra le voci più talentuose della musica italiana, con troppa fretta messa in secondo piano dalla canzone d’autore, dall’impegno, dai luoghi comuni che la imprigionavano nella ragazzina di Datemi un martello. «Non ero solo Geghegè». I suoi estimatori lo sanno bene: il 7 marzo 1965 in America, in quel grande evento musicale in tv all’Ed Sullivan Show che aveva appena lanciato i Beatles, c’era anche lei con  Duke Ellington ed Ella Fitzgerald. Capito? Bentornata Rita!