Barilla incontra le associazioni gay, che non si accontentano: «Ora lo spot con una famiglia omosex»

Non vogliono parlare di «pace fatta», perché «non c’è mai stata guerra». Di sicuro è un «primo incontro chiarificatore». Dopo le parole di Guido Barilla («Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale»), le polemiche, le minacce di boicottaggio, e soprattutto le pubbliche scuse del presidente del gruppo alimentare, oggi a Bologna le associazioni Lgtb lo hanno incontrato. Alla fine «l’azienda si è impegnata a produrre proposte concrete in tempi certi, che saranno oggetto di un successivo incontro». «Né pace, e tantomeno perdono. C’è stata un’azione, e una reazione. Poi ci si parla», spiega Aurelio Mancuso di Equality Italia, tra i promotori di quel #boicottabarilla che su Twitter in poche ore aveva fatto il giro del mondo, portando il colosso alimentare ad una rapida retromarcia. Il dialogo d’altronde era stato chiesto dallo stesso presidente nella sue scuse pubbliche: «Non vedo l’ora di incontrare i gruppi che rappresentano nel modo migliore l’evoluzione della famiglia», aveva detto nel videomessaggio in inglese. «È chiaro che ho molto da imparare dal dibattito in corso sull’evoluzione della famiglia: ho sentito le numerose reazioni in tutto il mondo alle mie parole che mi hanno rattristato e depresso», nel post.

Alle parole di contrizione il mondo Lgbt aveva subito risposto con un ramoscello d’olivo. Franco Grillini, presidente Gaynet e storico esponente del movimento gay, aveva invitato Barilla nel suo ufficio, visto che è Presidente della Commissione politiche economiche della Regione Emilia-Romagna, che si occupa di agroindustria. Proprio lì stamattina Guido Barilla ha incontrato per un’ora e mezza Arcigay, ArciLesbica, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno e Gaynet. Un incontro dove Barilla «ha ripetuto le scuse che aveva fatto pubblicamente» ha raccontato Grillini, rassicurando che né l’azienda tantomeno lui hanno un atteggiamento omofobo. Lui, il presidente, alla fine li ha convinti. «O Guido Barilla è un grandissimo attore, o è stato convincente. Ci ha spiegato cose personali, che ci hanno convinto che quelle che aveva detto a La Zanzara forse erano affermazioni su cui non aveva riflettuto abbastanza», ha raccontato Aurelio Mancuso di Equality. «Ci ha spiegato cose della sua storia, che provano che non c’è traccia di omofobia», concorda Grillini. Ora bisognerà attendere per capire cosa produrrà l’incontro. Seguirà a breve uno spot Barilla “riparatorio”? «Certo – sorride Grillini – se ci fanno anche uno spot con una famiglia gay sono anche più felice…».