Antimafia, Renzi provoca la Bindi sugli “extra”: «Non si dimetta, ma rinunci all’indennità di 3500 euro al mese»

Matteo stuzzica Rosy. Quella tra Renzi e la Bindi non è mai stata una storia d’amore. E ora che la neo-eletta alla presidenza della commissione Antimafia è in pena bufera per una nomina giudicata da Pdl «irresponsabile» e lesiva della filosofia delle larghe intese, cosa escogita il “perfido” sindaco di Firenze per dare una mano alla collega-nemica? «Rosi Bindi non si deve dimettere dalla presidenza dell’Antimafia, ma dia un segnale politico rinunciando all’indennità di 3000 euro al mese che le spetta per questo ruolo», le consiglia da Radio 24. Ancora: le suggerisce di rinunciare alla nomina di nuovi consulenti all’Antimafia e di «aprire invece un ufficio a Reggio Calabria dove potrebbe andare ogni settimana per impegnarsi ancora di più contro la criminalità». Consigli disinteressati o provocazioni? La seconda è l’ipotesi più probabile, visto che i messaggi a distanza tra i due da sempre sono sul filo dello “stalking” politico. La Bindi agli occhi di Renzi deve avere il sapore del suo più  clamoroso fallimento sulla via della rottamazione: lei ha vinto alla grande nella guerra di Renzi contro i “grandi vecchi”, sbaragliando due del calibro di D’Alema e Marini e restando in sella ora più che mai e in pompa magna. Alla faccia del ricambio politico e della sobrietà. Infatti per capire la sottile provocazione di Renzi bisogna farsi due conti. Il presidente dell’Antimafia ha molti benefit: un appannaggio extra di 3.500 euro che si aggiunge allo stipendio da parlamentare. L’auto blindata con la scorta, uno stuolo di collaboratori e consulenti. Una piccola corte che anche in tempi di speding-review light al presidente dell’Antimafia è comunque assicurato, anche in virtù dell’impoegno di prima linea. Le due segreterie, quella personale e quella della commissione contano poi una squadra di molti elementi. Insomma, il suo avversrio di sempre non dice che la nomina della Bindi è uno scandalo, ma la “punge” sugli “extra”: saprà Rosy dare un segnale forte e rinunciare a 3.500 euro?  Renzi, poi, commenta le dichiarazioni di Renato Brunetta sulla vicenda dell’Antimafia, ( «la Bindi si dimetta) che sono «incommentabili e inaccettabili, eversive e ridicole»,secondo lui. Ma solo chi conosce l’avversione dei renziani per la Bindi può comprendere che è molto più “eversivo” il fuoco amico….