Dall’antiberlusconismo al “siamo tutti clandestini”: quelle 5 Stelle sono proprio rosse…

«Abbiamo fatto una brutta scoperta guardando le liste di Grillo: abbiamo scoperto che più dell’80 per cento dei candidati appartengono all’estrema sinistra, ai centri sociali e ai No Tav». Silvio Berlusconi lo diceva sette mesi fa, in piena campagna elettorale. Il Cavaliere metteva sull’avviso l’elettorato di centrodestra ed era stato preso quasi a sberleffi per la sua definizione dei candidati grillini. Quell’allarme, per certi versi caduto nel vuoto, (il movimento ha preso voti anche da elettori del Pdl e di destra) trova plastica conferma in questi primi mesi di legislatura. Da Palazzo Madama è arrivata la prova del 9, quella dei senatori M5S che propongono e votano l’abolizione del reato di immigrazione clandestina. Contano nulla gli anatemi di Grillo, che sul blog minaccia espulsioni e rappresaglie. Il gioco è chiaro e  il blogger lo dice esplicitamente: se in campagna elettorale avessimo proposto l’abolizione del reato di immigrazione clandestina nelle urne avremmo preso percentuali da prefisso telefonico. Ma non cambia molto altro.

Del resto, basta vedere quali sono i punti cardine dei grillini: guerra senza quartiere a Silvio Berlusconi, iniziative parlamentari che riguardano le coppie gay, reddito minimo di cittadinanza, abolizione della Bossi-Fini. Non è un caso che il post di Grillo sull’immigrazione clandestina abbia ricevuto una serie di distinguo senza precedenti da parte degli stessi big del Movimento.  «Tematiche così complesse come i flussi migratori vanno affrontate in modo post-ideologico e approfondito. Va ascoltata la pancia della gente ma anche i ragionamenti di chi lavora da anni sulla tematica«. Lo scrive all’interno di un lungo ragionamento affidato a Fb il deputato M5S Alessandro Di Battista, che reputa il post del suo leader «(parlo di metodo) eccessivamente di pancia (anche se Beppe questo sa fare, parla e ascolta la pancia della gente)». Ancora più drastico l’ex candidato del Movimento 5 Stelle alla presidenza del Senato. «Inopportune posizioni autoritarie fanno perdere autorevolezza. È proprio un peccato…». Così Luis Alberto Orellana su Twitter. E non è casuale che il Pd torni alla carica nel corteggiare i grillini come all’inizio della legislatura. Lo faceva Bersani, prosegue il lavoro Epifani. Come a ricordare agli eletti grillini il richiamo della foresta (di sinistra).