Anche la Francia nel mirino delle intercettazioni statunitensi. Reazione rabbiosa del ministro Fabius

Terremoto a Parigi dopo le rivelazioni-choc de Le Monde secondo cui l’Agenzia di controspionaggio americano (Nsa) ha intercettato milioni di conversazioni telefoniche dei francesi. Anche la Francia finisce vittima del Datagate, il Grande Orecchio degli Stati Uniti alleati. Il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ho convocato immediatamente al Quai d’Orsay l’ambasciatore statunitense, Charles Rivkin. «Siamo stati messi in guardia nel mese di giugno ed abbiamo reagito con forza ma  bisogna andare oltre. Questo tipo di pratiche, che minacciano la vita privata, è totalmente inaccettabile tra paesi partner. E bisogna assicurarsi in ogni caso che non siano più praticate». Il ministro degli Interni, Manuel Valls, ha definito scioccanti le notizie riportate dal quotidiano francese e chiesto «spiegazioni precise dalle autorità americane nelle prossime ore. Se un paese amico, un alleato, spia la Francia o spia altri paesi europei, è del tutto inaccettabile». Secondo Le Monde – che cita documenti della talpa della Nsa Edward Snowden – l’agenzia statunitense avrebbe intercettato in modo massiccio le conversazioni telefoniche dei cittadini francesi. Su un periodo di 30 giorni, dal 10 dicembre 2012 all’8 gennaio 2013, sarebbero state spiate oltre settanta milioni di telefonate con con picchi di quasi 7 milioni alla vigilia di Natale e il 7 gennaio. Non figurano, però, intercettazioni tra il 28 e il 31 dicembre e tra il 3 e il 6 febbraio. «La National Security Agency dispone di diversi modi di raccolta. Quando certi numeri di telefono vengono usati in Francia – si legge sul sito del quotidiano – questi attivano un segnale che fa scattare automaticamente la registrazione di alcune conversazioni. Questa sorveglianza recupera anche gli sms e il loro contenuto in base a parole-chiave».

I documenti in possesso de Le Monde «forniscono sufficienti spiegazioni da far pensare che gli obiettivi della Nsa riguardano sia persone sospettate di legami con il terrorismo che individui presi di mira per la loro semplice appartenenza al mondo degli affari, della politica o dell’amministrazione francese». Il quotidiano francese – che si è avvalso della collaborazione di  Glenn Greenwald, l’ex columnist del Guardian che rivelò al mondo l’esistenza di Prism,  si chiede come mai «Parigi sia rimasta così discreta, rispetto a Berlino o Rio, a seguito delle rivelazioni sui programmi di spionaggio elettronico americano nel mondo», visto che «la Francia è altrettanto coinvolta e dispone oggi di prove tangibili del fatto che i suoi interessi vengono quotidianamente presi di mira».