Alta tensione nella maggioranza. Brunetta: o Rosy Bindi si dimette o sarà guerriglia

Si alza di nuovo la temperatura nella maggioranza. È stato il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, a lanciare un avvertimento al ministro Franceschini nel corso della conferenza dei capigruppo: “Per noi – ha detto Brunetta – il decreto sulla Pubblica amministrazione può anche decadere”. Sul decreto, che scade il 30 ottobre e che sta procedendo a rilento in aula per l’ostruzionismo del Movimento Cinquestelle, il governo ha già autorizzato la fiducia ma non ha deciso quando porla in attesa di un chiarimento in corso in queste ore nella maggioranza. Un’eventuale fiducia infatti aprirebbe la strada a una “conta” che potrebbe avere effetti devastanti nel centrodestra. Franceschini ha confermato che il quadro è cambiato e che c’è un problema politico – non si tratta quindi di dettagli tecnici – che mina il percorso della maggioranza.

In mattinata lo stesso Brunetta aveva sollecitato una risposta dal premier Letta sulla questione giustizia che, secondo il capogruppo Pdl, deve diventare prioritaria nell’agenda di governo, tanto più in queste ore che seguono la decisione di rinviare a giudizio Silvio Berlusconi con l’accusa di avere avuto un ruolo attivo nella compravendita di senatori. Ma sul tappeto c’è anche un altro nodo politico: l’elezione di Rosy Bindi alla presidenza della commissione Antimafia. Brunetta ha lanciato un aut aut: “O si dimette o sarà guerriglia in Parlamento”. Sullo sfondo si profila anche un ennesimo chiarimento all’interno del Pdl, il cui ufficio di presidenza è fissato per domani pomeriggio alle 17 (oggi il Cavaliere ha incontrato Raffaele Fitto, il capo dell’anima antigovernativa e “lealista”). In quella sede si capirà quale sarà la linea dei parlamentari azzurri nei confronti del governo anche se Angelino Alfano già mette le mani avanti sulle fibrillazioni di queste ore assicurando che il rinvio a giudizio a Napoli di Berlusconi “non avrà influenza diretta sul governo”.

 

 

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