Alitalia abbandonata anche dalle italiane: Fs non la vuole, Eni le chiude i rubinetti della benzina…

Nell’Italia della crisi infinita e delle promesse a termine, anche gli aerei rischiano di restare a terra senza benzina. Ma stavolta i rincari alla pompa non c’entrano nulla. C’entra la mancanza di un piano industriale per il Paese, con la compagnia di bandiera italiana senza partner stranieri e con quelli italiani, potenziali, che invece di dare una mano sembrano tirarsi indietro. Prima le Fs di Moretti, ora anche l’Eni, che minaccia di non fornire più la benzina ad Alitalia mentre proseguono a oltranza gli incontri fra governo, azienda e banche sul suo futuro: l’obiettivo è arrivare all’integrazione con Air France, passando per il sostegno da parte di un soggetto pubblico. Alla crisi finanziaria e all’esposizione di 300 milioni si aggiunge però anche la crisi di liquidità. Ecco perché l’Eni si sarebbe detta pronta a chiudere i rubinetti della benzina alla flotta Alitalia, se questa non riuscirò a rientrare rapidamente di una parte consistente del debito accumulato. L’aut aut è stato dato dall’amministratore delegato Paolo Scaroni durante una conferenza stampa a New York: Alitalia avrà carburante «fino al 12 ottobre». «Non possiamo rinnovare il fido a una società che non dà sicurezza – ha detto il numero uno dell’Eni – Abbiamo già un’esposizione importante ma se la società non riscuote nemmeno la fiducia dei suoi azionisti, non possiamo tenerla in vita noi con il carburante». La situazione è drammatica. Lunedì sera l’incontro col governo sul rifinanziamento da 300 milioni  si è concluso con l’ennesima fumata nera. Le banche, evidentemente, non hanno dato il via libera e anche i fornitori si sono chiamati fuori.  La soluzione più realistica, a questo punto, è dunque quella di un’integrazione con Air France, alla quale però la compagnia deve essere “accompagnata” da un soggetto pubblico. È sulla ricerca di questo “cavaliere bianco” che, adesso, si concentra il governo. L’ipotesi che possa trattarsi di Ferrovie, circolata con una certa insistenza nel corso dell’ultimo fine settimana, non ha trovato però conferme: il ministro Lupi ha infatti chiarito che il governo “non ha mai proposto” l’ingresso della società nella compagnia aerea, tuttavia si sono rincorse le voci, non confermate né smentite, di una visita dell’ad Mauro Moretti a palazzo Chigi. Anche la dichiarazione del viceministro all’Economia, Stefano Fassina, secondo cui «la discussione è a 360 gradi» lascia spazio a diverse interpretazioni. La situazione, insomma, come hanno spiegato le fonti è «seria, grave e tesissima», ma questo non impedisce al ministro Lupi di dichiararsi comunque “ottimista” per una soluzione possibile con i prossimi incontri in programma.