Alfano blocca gli inciuci: «Nel Pdl nessuna scissione in atto. E la legge di Stabilità non è il Vangelo…»

Conferma che il Pdl non va verso la rottura, definisce prioritari gli interessi degli italiani a quelli degli immigrati e parla di una legge di Stabilità fatta di luci e ombre. È un fiume in piena Angelino Alfano, intervistato in diretta da Radio Anch’io chiarisce subito che nel Pdl non c’è in atto nessuna scissione: «Finora ne hanno parlato solo i giornali e io non ho mai pronunciato questa parola». Il segretario del Pdl quindi spiega che lavorerà «per l’unità intorno a Berlusconi e questo è un intendimento di tantissimi di noi». Il “ventennio” di Berlusconi? «Non è affatto finito perché sono gli elettori a dover stabilire se questo ciclo è finito». Il Cavaliere, aggiunge il segretario del Pdl, «è ancora il leader più votato nel nostro Paese». «Nei confronti di Berlusconi ho un sentimento di profondo affetto, un legame fortissimo politico e personale, una stima profonda – dice – Molti di noi sono legati a lui da un virtuoso mix tra stima e riconoscenza. È difficile individuare un torto personale ricevuto da qualcuno da parte di Berlusconi. Gli auguro tutto il bene possibile, anche perché è vittima di una persecuzione giudiziaria che dura da vent’anni. È una sorte che non meritava perché le sentenze non raccontano la sua vera storia di uomo». Poi tocca agli immigrati: «Molti si rifiutano di dare le impronte digitali e i dati biometrici, ma noi non possiamo lasciarli andare indisturbati nelle nostre città. Serve una banca dati per gli immigrati. Loro devono rispettare le leggi italiane e non possono incendiare i centri di accoglienza che stiamo ristrutturando con i soldi degli italiani». E puntualizza che l’accoglienza degli immigrati «è un punto fermo, ma non possiamo tenerli tutti anche perché in un momento di crisi dobbiamo preoccuparci di dare un futuro dignitoso agli italiani. Prima del futuro degli altri dobbiamo occuparci del futuro degli italiani». Alfano si rivolge all’Unione Europea per sottolineare che «deve proteggere le frontiere italiane perché sono ormai le frontiere dell’Europa. Con il buonismo sugli immigrati si rischia di far morire altre persone, mentre la questione dell’immigrazione va affrontata con realismo». Dulcis in fundo un passaggio sulla legge di Stabilità, con toni di apertura all’ala critica del Pdl: «Non è il quinto Vangelo e ci sono grandi margini in Parlamento per intervenire. Ci sono luci e ombre, ma serve un approccio costruttivo perché chi dice solo che non va bene vuol dire che intende far cadere il governo».