Alfano vuole le primarie “a tutti i livelli” e fa appello alla coesione del partito

«Mi pare che sia stato già smentito tutto». A metà mattinata Angelino Alfano non ha neanche più voglia di smentire i retroscena e i pettegolezze sull’incontro della sera prima con Berlusconi, che ha provveduto personalmente a confutare indiscrezioni su litigi con i ministri e rancori del Cav nei confronti dei presunti “traditori”. A margine di un meeting con gli amministratori locali del Pdl a Carmignano, il ministro dell’Interno spiega che «con Berlusconi abbiamo parlato a lungo della legge di stabilità occupandoci dei problemi dell’Italia e ribadendo che la nostra ricetta di politica-economica per affrontare la crisi è fatta di meno tasse, meno spesa pubblica e meno debito pubblico». «Chiediamo dunque che all’interno del governo si faccia una scelta con la legge di stabilità che non aumenti le tasse, che diminuisca il debito pubblico», dice Alfano. Falchi, colombe? «Non sono appassionato di ornitologia, chiuderò in gabbia falchi e colombe per riportare al centro i valori di libertà. Resteremo uniti e non ci divideremo. Questa è la nostra scelta. Dobbiamo discutere fino a quando non arriveremo all’unità, su questo c’è un grandissimo impegno di Berlusconi», taglia corto il segretario del Pdl, che aggiunge: «La legge elettorale va cambiata, in Parlamento deve andare chi ha i voti. A livello di partito ci devono essere primarie a tutti i livelli e ovunque chi vince governa e chi perde resta nel partito».«Per quanto riguarda le istituzioni – dice ancora Alfano – noi siamo sostenitori di un sistema bipolare, da una parte il centrodestra e dall’altra la sinistra-centro. Sulla presidenza della Repubblica siamo perché, come in Francia e in Usa, il presidente sia eletto direttamente dal popolo e possa avere poteri di Governo». Il vicepremier ribadisce poi il ruolo di “sentinelle antitasse” dei ministri Pdl nel governo, poi torna sulle vicende personali del Cavaliere: «Pensiamo che in questi venti anni Berlusconi abbia subito una persecuzione giudiziaria, che sia stato perseguitato dalla giustizia. Rispetto a quanto è stato detto dalla sinistra sulla fine di un ventennio non sarà né il Pd né un altro esponente della sinistra a dire se quel ventennio è finito. Saranno gli elettori a stabilire se è finito un ciclo». Infine, nel giorno in cui il ministro si trova a gestire una nuova emergenza sul fronte degli sbarchi in Sicilia, Alfano attacca chi in questa fase specula sulla Bossi-Fini: «Abolirla è una declamazione demagogica. ‘Non è che abolendo la Bossi-Fini si salvano i morti nel nostro mare», ribadisce.