A Rio debutta la versione gay dei “black bloc”: sono i “pink bloc” (tutto fa pubblicità)

Sono pacifisti gay, anche se sul punto di fare a botte con i fedeli evangelici. Sono pink e non black. Non hanno molotov ma sono armati di polverina luccicante. Al Gay Pride di Rio de Janeiro hanno debuttato i “pink bloc”, parodia gay dei teppisti sfasciavetrine che anche in Italia hanno avuto momenti si grande notorietà dopo gli scontri avvenuti nel 2001 durante il G8 di Genova. Alla manifestazione  svoltasi nella capitale brasiliana hanno partecipato trecentomila persone. Con il volto coperto da bandane colorate di rosa, sul lungomare di Copacabana i militanti hanno spiegato di aver voluto creare una parodia ispirata ai “black bloc”, gli anarchici mascherati noti per gli atti di vandalismo durante le ultime manifestazioni di piazza in Brasile. Invece delle molotov, i “Pink bloc” hanno lanciato glitter in polvere verso il pubblico, ma nonostante l’atteggiamento scherzoso, hanno portato in piazza un tono più politico del Gay Pride. «È una giornata di festa, ma anche di mobilitazione. Durante l’anno intero i nostri diritti sono calpestati», ha sottolineato il deputato federale, Jean Willys, maggiore difensore della causa gay al Parlamento di Brasilia. Durante la sfilata, si è sfiorata la rissa dopo che alcuni evangelici hanno provocato i dimostranti con striscioni polemici. Ora però ovunque si parla dei pink bloc. Era solo ironia, era solo un gioco scherzoso? O è stato un modo per avere risalto sui giornali e farsi un po’ di pubblicità gratuita?