A Obama restano tre giorni per evitare il default Usa: i democratici si decidono a trattare

A due settimane dall’inizio del braccio di ferro tra Casa Bianca e repubblicani, le speranze di superare l’impasse che ha paralizzato le attività del governo federale e di scongiurare il rischio di default sono in gran parte riposte nei colloqui avviati dai leader dei due schieramenti al Senato: il democratico Harry Reid e il repubblicano Mitch McConnell. E sono speranze alimentate dallo stesso Reid, che dopo un nuovo incontro con McConnell si è detto «ottimista sulle prospettive di una conclusione positiva» delle trattative. Reid, che ha anche parlato di colloquio «costruttivo», si è così espresso dopo che la Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente Obama ha rimarcato assieme alla leader democratica alla Camera Nancy Pelosi che sul tetto del debito e sullo shutdown è necessario un accordo «chiaro», e allo stesso tempo ha ribadito la volontà di negoziare poi «una soluzione più a lungo termine per il budget». «Le autorità devono trovare rapidamente una soluzione prima che sia raggiunto il tetto del debito», ha ammonito il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, sottolineando che «più ci si avvicina alla scadenza e maggiore sarà l’impatto sui Paesi in via di sviluppo: una mancata azione» sull’aumento del tetto del debito «sarebbe un evento disastroso per i Paesi in via di sviluppo». Allo stesso modo, i timori continuano ad aumentare per quanto riguarda i mercati finanziari, che negli ultimi giorni avevano messo a segno significativi progressi soprattutto grazie ai segnali di un possibile accordo, segnali poi svaniti ieri dopo un ennesimo stallo nei negoziati. Stallo che ha indotto Reid e McConnell ad incontrasi. E  «questa è una svolta. Difficile da immaginare, ma è una svolta», ha affermato il senatore Dick Durbin, numero due del leader democratico al Senato. E anche lo stesso Reid ha mostrato nelle ultime ore un cauto ottimismo, dicendosi «fiducioso» che i repubblicani «consentiranno» la riapertura delle attività del governo federale e l’innalzamento del tetto del debito Usa.

Dopo l’incontro di sabato, Reid aveva solo sottolineato che «rimane ancora molta strada da fare». Assieme ad altri esponenti democratici era poi andato alla Casa Bianca per fare il punto della situazione con il presidente Obama. Nessuna informazione ufficiale era stata riferita sull’esito dei colloqui. Un consigliere citato dalla Reuters ha affermato che nell’incontro, Obama e i leader democratici al Senato hanno concordato che i colloqui tra Reid e McConnell devono andare avanti, «ma le richieste democratiche sono sempre le stesse: i democratici sono pronti a negoziare su ogni cosa che i repubblicani intendono discutere, ma non appena riapriamo il governo e paghiamo i nostri conti» con l’innalzamento del tetto del debito. A sua volta l’ufficio del portavoce della Casa Bianca si è limitato a riferire che il presidente viene continuamente aggiornato sugli effetti dell’impasse tra democratici e repubblicani sulle leggi di spesa, notando tra l’altro che «le agenzie di ricerca del governo sono nella grandissima parte chiuse e i progetti di ricerca bloccati». E in questo quadro, cinque dei quattro premi Nobel che lavorano per il governo sono a casa a causa dello shutdown.