A Lampedusa si cercano i dispersi. I soccorritori: è un film dell’orrore. Alfano: alzeremo la voce in Europa

”Le operazioni di ricerca dei dispersi non si sono mai fermate, neanche di notte. Ringrazio i soccorritori che hanno salvato oltre 150 migranti. Tra loro vi sono diportisti e pescatori di Lampedusa generosi che hanno fatto la spola tra le imbarcazioni italiane e il luogo del naufragio”. Lo ha detto il vicepremier Angelino Alfano a Lampedusa parlando con in giornalisti sul molo Favarolo dove ieri sono stati portati i cadaveri dei migranti morti nel naufragio. Alfano ha anche accennato alle polemiche sulla Bossi-Fini: “Cambiare la Bossi-Fini? La situazione è veramente drammatica se si fanno polemiche politiche pretestuose per raccattare qualche voto mentre ancora si raccolgono i morti”. E a proposito del ruolo di Lampedusa nell’accoglienza ai migranti Alfano ha proposto che venga dato il Nobel per la pace all’isola. I soccorritori parlano di “film dell’orrore”: il primo sub sceso dove è naufragato il barcone ha detto di avere visto “una massa di corpi incastrati, uno sull’altro nella stiva mentre tentavano di fuggire e altri sono aggrappati alla fiancata del peschereccio”.

Cosa fare per evitare altre tragedie simili? Per Alfano la strada da perseguire è quella di agire in Europa e in Africa per contrastare i flussi di immigrazione illegale.  “Faremo sentire fortissima – ha ribadito Alfano – la nostra voce in Europa per cambiare il regolamento di Dublino che scarica troppo sui paesi di primo ingresso il peso dell’immigrazione irregolare”.

Bisogna poi intervenire, ha proseguito il ministro, “su Frontex, il sistema europeo per la protezione delle frontiere: questo mare – ha spiegato da Lampedusa – segna il confine tra l’Africa e l’Europa, non tra l’Africa e la Sicilia e quindi va protetto con aerei e navi europei in modo più efficace di quanto avviene ora. Così – ha aggiunto – c’è anche meno rischio di morti”. Il tema, ha detto ancora Alfano, “lo porrò lunedì e martedì a Lussemburgo quando incontreremo il commissario europeo Cecilia Malmstrom e gli altri ministri del continente. E – ha concluso – l’Europa deve intervenire anche in Africa. I traffici vanno fermati lì, perché se non ci sono imbarchi non ci sono neanche sbarchi. Si devono fare accordi europei con questi paesi perché non è solo un problema italiano”.

Una gestione degli sbarchi nell’ambito di una politica europea è stata chiesta anche dal ministro Cecile Kyenge: “Questa è la nostra sfida: far capire che Lampedusa, così come Grecia, Spagna, tutte le città e i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo necessitano di una politica più solida, di gestione degli sbarchi, che costituiscono un’emergenza e pertanto la gestione deve essere comunitaria, anche perché spesso parliamo di persone che cercano una nuova vita fuggendo dai conflitti, dalle guerre”.

Un invito ad evitare inutili retoriche sull’argomento immigrazione giunge infine dall’ex ministro socialista Claudio Martelli, il primo – nel 1990 – a regolare per legge l’immigrazione. Secondo Martelli l’accoglienza indiscriminata è impraticabile, i flussi vanno governati perché altrimenti si fa come la massaia che lascia il rubinetto aperto e poi asciuga il pavimento anziché “chiudere la bocchetta”. Ma Martelli ricorda anche ai fautori dei respingimenti che “Lampedusa è approdo dei boat people in fuga da Stati in sfacelo. Bisogna distinguere gli immigrati dai rifugiati. Questi ultimi, uno a dieci rispetto agli immigrati, vanno soccorsi e accolti in base all’articolo 10 della Costituzione”.