160 euro per uno scarabocchio sul muro: la Firenze di Renzi fa la faccia feroce con una bambina tedesca

Stelline disegnate da una bambina tedesca, a pennarello arancione, su un muro del Ponte Vecchio a Firenze valgono al padre distratto una multa salata e l’obbligo di ripulire subito, carta assorbente e spruzzino alla mano, gli scarabocchi, di fronte all’occhio vigile e severo della polizia municipale. È avvenuto ieri pomeriggio, quando un turista di Amburgo, in vacanza con la famiglia tra le bellezze del capoluogo toscano, si è soffermato a parlare con alcuni amici sul Ponte Vecchio, perdendo per qualche attimo di vista ciò che stava facendo la figlia di undici anni. Una disattenzione che gli è costata cara: la bambina, che si era messa a disegnare con un pennarello arancione, fortunatamente non indelebile, stelline sul muro del ponte collocato proprio di fronte al busto di Benvenuto Cellini, è stata infatti colta sul fatto da una pattuglia di vigili che controllava l’area. Mortificato, il padre ha dovuto accompagnare la piccola nella centrale della polizia municipale del centro di Firenze, dove, ha spiegato la responsabile Silvia Bencini, «è stato valutato se effettuare denuncia per danneggiamento, imbrattamento, o solo applicare una multa, ipotesi più benevola». È stata scelta l’ultima strada, aggiungendo però anche, a carico del padre distratto, l’onere di ripulire subito le scritte fatte dalla bambina sul Ponte Vecchio.

L’uomo non ha esitato: si è immediatamente detto disponibile, ha pagato senza discutere i 160 euro della sanzione, e quindi, accompagnato nuovamente sul luogo del fattaccio si è armato di stracci, panni assorbenti e spruzzino e si è messo al lavoro alla presenza dei vigili che controllavano la buona esecuzione dell’opera. In mezz’ora il babbo ha così rimediato al malanno compiuto dalla figlia. Le scritte e gli scarabocchi che deturpano i luoghi più visitati della città purtroppo non sono una rarità. Lo scorso luglio, un 14enne statunitense e una 15enne spagnola furono denunciati dalla polizia per aver firmato il muro della Galleria dell’Accademia vergandovi i loro nomi, anche in quel caso, a pennarello. Allora la polizia era stata chiamata dai custodi della galleria che ospita il David di Michelangelo, stanchi di vedere imbrattati edifici di interesse storico artistico.