Verso il 9 settembre: i senatori “processano” il Cav, ma la Corte d’Appello di Milano potrebbe arrivare prima

Si avvicina la fatidica data del 9 settembre e per Silvio Berlusconi oggi sarà ancora un’intensa giornata di trattative e di consultazioni con i suoi familiari, con i collaboratori più fidati e con lo stato maggiore del Pdl. Corre voce che il Cavaliere starebbe pensando di difendersi con un discorso alla giunta delle elezioni dsel Senato e che la nuova exit strategy messa a punto si fonderebbe sul ricorso alla Corte dei diritti umani di Strasburgo.

Intanto in giunta il senatore Pdl Andrea Augello prepara la sua relazione: la sua missione è prendere tempo proponendo un percorso che eviti la conta immediata dei favorevoli e dei contrari alla decadenza di Berlusconi da senatore. Augello lancia anche un allarme: prima che la giunta del Senato prenda la sua decisione potrebbe arrivare la Corte d’Appello di Milano che, chiamata dalla Cassazione a ridefinire la pena accessoria, potrebbe con l’interdizione definire la sorte di Berlusconi prima che lo facciano i colleghi senatori. ”I lavori della giunta – dice Augello – procederanno a prescindere dai tempi della Corte di Appello di Milano e di qualsiasi altro collegamento. In linea puramente teorica è possibile che i due processi coincidano”. Che la decadenza di Berlusconi avvenga per effetto non della legge sull’incandidabilità ma della pena accessoria ”è plausibile, ma non bisogna dimenticare che potrebbe esserci un ulteriore ricorso in Cassazione di Berlusconi”, dice Augello. ”Arrivati a tal punto, poi, la giunta dovrebbe in ogni caso occuparsi anche di questo tipo di decadenza. Non punto a rinvii – assicura il senatore – ma l’interdizione ricalcolata dovrà passare per il voto parlamentare”.