Un “miracolo” di Ratzinger : toccare il cuore di Odifreddi, l’ateo più intransigente che ci sia

«Pochissime persone al mondo possono comprendere la sorpresa e l’emozione che si provano nel ricevere a casa propria un’inaspettata lettera di un Papa». Chi è il pio e devoto autore di questa frase? Un personaggio né pio né devoto. Non ci crederete, ma stiamo parlando di Piergiorgio Odifreddi, l’ateo militante più intransigente e indisponente che ci sia. Cosa mai gli è successo? È stato preso in contropiede dal Papa emerito Joseph Ratzinger, che gli ha inviato «11 pagine protocollo» contenenti una critica garbata, ma serrata, al  suo provocatorio pamphlet dal titolo Caro papa, ti scrivo. Tanta attenzione, l’ultrà del razionalismo proprio non se l’aspettava. Quella risposta –confessa Odifreddi in un articolo su la Repubblica – «mi ha sorpreso per due ragioni». Anzitutto perché un «Papa ha letto un libro che, fin dalla copertina, veniva presentato come una luciferina introduzione all’ateismo». E poi perché l’ha «voluto commentare e discutere». E che si aspettava Odifreddi? Un anatema, una scomunica, l’invio delle Guardie svizzere? Forse aveva dimenticato che ragionare sulla fede con chi non ha fede ha rappresentato una delle cifre del Pontificato di Benedetto XVI.

Tanta è stata la sorpresa di Odifreddi  che ampi stralci dello scritto di Ratzinger sono stati pubblicati dal giornale diretto da Ezio Mauro. Nella lettera, il Papa emerito smonta alcuni radicati pregiudizi dell’ateismo militante e rimprovera a Odifreddi, non il fatto di essere ateo, ma l’«avventatezza dell’argomentazione».  All’affermazione che la teologia sarebbe «fantascienza» Ratzinger  controbatte che «una funzione importante della teologia è quella di mantenere la religione legata alla ragione e la ragione alla religione».  E non manca di  notare che alla  «religione della matematica» descritta da Odifreddi mancano «tre temi fondamentali dell’esistenza umana»: «la libertà, l’amore e il male».

Non sappiamo quali saranno le  contro-argomentazioni  di Odifreddi. Ma è certo che, con questa sua “sorpresa”, l’ateo militante ha mostrato, per così dire, il suo volto “umano” , uscendo fuori dal personaggio stereotipato grazie a cui è diventato,  celebre, uno stereotipo al quale il matematico obbedisce , con grinta fin troppo esibita, nei talk show. E proprio qui sta il punto.  Perché Odifreddi, da persona intelligente qual è, non può non sapere che le sue provocazioni sono decisamente fuori moda, non corrispondendo affatto al reale stato del dialogo tra scienza e fede e all’evoluzione culturale in atto (basti ad esempio pensare alle discussioni non effimere che suscitano le tesi del filosofo Vito Mancuso). Però il sistema dei media gli ha imposto quel ruolo, di successo. E Odifreddi s’è adeguato. Solo la sapienza e la mirabile umiltà di un Papa potevano  aprire una breccia nel muro della banalità totalitaria, contro cui si infrange (per poi polverizzarsi) ogni significato, laico o religioso che sia.