Tasse, nuovo record: due adempimenti fiscali al giorno per imprese e famiglie, 187 in soli tre mesi

È in arrivo un autunno caldo per imprese e famiglie. Gli imprenditori nei prossimi tre mesi dovranno effettuare un diluvio di adempimenti fiscali. Nel totale 187 pratiche, al ritmo di due al giorno. A contarli è Confesercenti che registra la crescita ininterrotta della mole di “scartoffie” fiscali. Al netto di Irpef e Iva valgono quasi cento miliardi di euro. Aprendo il meeting dell’associazione, il presidente Marco Venturi ha subito spiegato che la pressione fiscale per le imprese è alle stelle «e fa dello Stato il socio di maggioranza». «Quella reale – ha detto – è al 55%, addirittura al 68,3% per le Pmi. È arrivato il momento di dire basta, non ci stiamo più, negli ultimi diciotto mesi 101mila commercianti hanno chiuso, per la crisi, alte tasse, troppa burocrazia». Per Venturi «il 2013 non è l’anno della ripresa e non lo sarà neppure il 2014 perché non ci sarà una svolta della crescita economica ma un’uscita lenta e graduale dalla lunga crisi». Ma c’è di più, per la Confesercenti solo nel 2019 torneremo ai livelli pre-crisi per Pil e spesa delle famiglie. Le previsioni non sono di certo ottimistiche. «Senza interventi – ha proseguito – la crisi provocherà quest’anno pesanti danni. Le imprese continueranno a chiudere, il reddito disponibile della famiglie si ridurrà di ben 98 miliardi rispetto a cinque anni fa e continueranno a stringere la cinghia. Con un effetto negativo sulla spesa di quattromila euro per ogni nucleo familiare, con un ulteriore calo dei consumi di 60 miliardi che sommati ai danni già prodotti, diventeranno 145». Previsioni confermate anche dalla Cgia di Mestre che ha, infatti, analizzato gli effetti degli aumenti delle addizionali regionali e comunali Irpef sulle retribuzioni degli operai e degli impiegati residenti nei quaranta comuni capoluogo di Provincia che hanno già deciso di aumentarla. Per un operaio con un reddito annuo di 20mila euro (pari a una retribuzione mensile netta di 1.240 euro) l’aggravio fiscale maturato tra il 2010 ed il 2013 è di 89 euro. In merito alle decisioni prese quest’anno, nel 2014 dovrà versare ben 401 euro. Per un impiegato con un reddito annuo di 32mila euro (che corrisponde ad una retribuzione mensile netta di quasi 1.840 euro) la maggiore trattenuta fiscale avvenuta sempre tra il 2010 ed il 2013 è stata di 117 euro. Alla luce delle decisioni prese nel 2013, l’anno prossimo il peso delle addizionali Irpef sarà di 664 euro. Infine, per un quadro con un reddito annuo di 60mila euro (pari ad uno stipendio mensile netto di quasi 3.100 euro) la maggiore trattenuta fiscale verificatasi sempre nello stesso periodo di tempo è stata pari a 284 euro. L’anno venturo saranno 1.328 gli euro che dovrà versare alla Regione e al suo Comune di residenza.