Sull’aumento dell’Iva il Pdl alza la voce e avvisa Letta: cambi strada, per noi è inaccettabile

Il governo sembra orientato a non rinviare nuovamente l’aumento dell’Iva previsto dal primo di ottobre. Pesa sulla decisione, ovviamente, il rimbrotto del commissario Ue Olli Rehn che ha bocciato l’abolizione dell’Imu e invitato l’Italia a mantenere il rapporto deficit-Pil entro il 3%. A conferma indiretta è giunta anche l’intervista odierna al Mattino del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta: non si può bloccare l’aumento dell’Iva all’infinito perché è già previsto, ci sono soldi già spesi. Quindi è difficile cambiare adesso le carte in tavola.

La notizia dell’aumento dell’Iva ha infiammato i rapporti (già tesi) nella maggioranza. Al punto che il Pd ha cercato di gettare acqua sul fuoco intuendo che la corda, proprio nel giorno in cui si attende il voto della giunta delle elezioni sul caso Berlusconi, potrebbe spezzarsi. Così il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza ha rivolto al governo un appello: scongiurate l’aumento, sarebbe un duro colpo per le famiglie.

Si fa sentire anche la voce di Renato Brunetta: “Letta smentisca l’aumento dell’Iva e onori gli impegni presi nell’atto di nascita del governo. È bastata la visita di un giorno a Roma del commissario per gli Affari economici e monetari dell’Ue, Olli Rehn, con le sue inopportune dichiarazioni, che tutti adesso reputano inevitabile l’aumento dell’Iva a ottobre (pare che anche qualcuno all’interno del governo se ne sia convinto). Eppure – prosegue – gli impegni del presidente del Consiglio, Enrico Letta, nel discorso su cui ha ottenuto la fiducia delle Camere lo scorso 29 aprile erano chiari”.

“Se davvero scattasse l’aumento Iva – gli fa eco Daniele Capezzone, presidente Pdl della commissione Finanze della Camera –  ci troveremmo dinanzi a un caso paradossale di suicidio-omicidio. Aggiungo che l’Iva, che esiste da 40 anni, è già stata aumentata 8 volte, che l’ultimo aumento Iva determinò un clamoroso calo di gettito, e che sempre nei primi mesi di quest’anno proprio l’Iva e le imposte indirette sono andate molto male proprio a causa dell’andamento negativo dei consumi. Un aumento non farebbe altro se non accentuare la tendenza depressiva e recessiva. Sarebbe totalmente inaccettabile”.

È un dovere del governo, secondo Maurizio Gasparri, “evitare l’aumento dell’Iva. Se si proseguisse con questa scelta ottusa i consumi e le spese di famiglie e imprese diminuirebbero, e gli incassi dello Stato crollerebbero. Sarebbe un suicidio seguire l’arroganza di eurocrati che vengono nel nostro Paese a dettar legge dopo aver fatto danni in Europa. Cambiamo strada subito”. E l’ex ministro Altero Matteoli si aspetta “una chiara smentita del presidente del Consiglio, avendo come priorità gli interessi dei cittadini e delle imprese non i buoni rapporti con certi eurocrati che considerano l’Italia un protettorato piuttosto che uno Stato fondatore dell’Ue”.