Siria, Assad ammette: abbiamo armi chimiche, siamo pronti a distruggerle entro un anno

«La Siria è pronta fin d’ora a trasferire il suo arsenale di armi chimiche a qualunque Paese disposto ad assumersi il rischio di prenderle in consegna e stoccarle in vista di uno smaltimento». Parola del presidente siriano Bashar al-Assad che, in un’intervista alla Fox News americana, ammette l’esistenza di armi chimiche ma  torna a negare che le forze governative siriane siano responsabili dell’attacco chimico il 21 agosto  di altre azioni simili. Confermando l’impegno a sbarazzarsi dell’arsenale, Assad puntualizza che servirà almeno un anno per portare a termine la complessa operazione e non rinnega gli obblighi previsti dal recente accordo russo-americano sul disarmo chimico del suo Paese. Una disponibilità già manifestata attraverso l’intermediazione di Mosca. Poi rivolgendosi all’uditorio Usa, il leader siriano invita il presidente americano, Barack Obama, a prestare ascolto al «buon senso del suo popolo» in maggioranza contrario, secondo i sondaggi, all’ipotesi di nuove iniziative militari in Medio Oriente. La Siria, d’altro canto, non sarebbe a suo parere alle prese «con una guerra civile» ma con un attacco condotto ormai «da decine di migliaia di jihadisti” di 80 nazionalità diverse legati ad Al Qaida, la rete terroristica fondata da Osama bin Laden. Intanto Mosca annuncia che saranno circa 10mila i militari mobilitati dalla comunità internazionale per smantellare l’arsenale chimico di Damasco. Lo riferisce una fonte dello stato maggiore russo al quotidiano Kommersant. Russia e Usa metteranno certamente a disposizione le proprie truppe specializzate nella difesa chimico-biologica-nucleare, mentre altri Paesi contribuiranno a garantire la sicurezza degli ispettori dell’Onu. Mosca non esclude di inviare anche una unità speciale.