Sassi al pullman del Verona. La furia di Tosi: «Se fosse successo qui, saremmo tutti sotto accusa»

L’agguato al pullman dell’Ellas Verona nella tarda serata di domenica dopo il match con la Roma allo Stadio Olimpico manda su tutte le furie il primo cittadino della città scaligera, Flavio Tosi, che non ne può più dell’ipocrisia con cui viene affrontata la questione della sicurezza dentro, ma soprattutto fuori dagli stadi. «Se quello che è successo a Roma fosse capitato a Verona l’intera città sarebbe stata messa sotto accusa», dichiara. La tifoseria veronese, tra le più effervescenti è spesso al centro di polemiche per i cori razzisti che non vengono ridparmiati ai giocatori di colore. Ma il tutto viene sempre stigmatizzato a dovere, spiega il sindaco, che non accetta che Verona facci da parafulmine a quel che accade anche in altre parti d’Italia.  Sul lancio di sassi al bus della squadra scaligera, afferma che purtroppo non è la prima volta che accade: «Troppe volte  in altre realtà è successo questo al pullman del Verona». Quindi «oltre all’individuazione e alla condanna dei responsabili – conclude il sindaco Tosi – in un Paese civile le soluzioni sono due: si rimuove chi non ha garantito la sicurezza; altrimenti non si potrà più assicurare a nessuno la tutela di andare allo stadio in modo sicuro». Domenica il bus della squadra, lasciato lo stadio, è stato colpito con sassi da presunti ultrà della Roma che hanno mandato in frantumi alcuni vetri dei finestrini. Nessuna ferita per i giocatori, ma il bus non è potuto ripartire e il Verona è stato costretto a trascorrere la notte a Roma. A colpire e danneggiare i vetri del pullman della squadra del Verona è stato, a quanto si è appreso dalla Questura di Roma, un sasso lanciato da due persone sulla tangenziale est a Roma, dalla parte opposta della carreggiata. I due sono poi riusciti a dileguarsi all’altezza dell’uscita Campi Sportivi. Per gli investigatori si tratta di una «azione ben studiata», visto che i due si erano appostati nel senso di marcia in direzione opposta al pullman del Verona. Sul sito della squadra il presidente Maurizio Setti ha scritto: «È un fatto di gravità inaudita, servono pene esemplari per chi adotta comportamenti delinquenziali». Un atto violento, compiuto «da qualche delinquente, il calcio non c’entra»,  ha commentato il tecnico del Verona, Andrea Mandorlini. La società di calcio della Roma, che aveva offerto un pullman alla squadra gialloblù per il rientro a casa, ha espresso solidarietà all’Hellas Verona condannando ogni forma di violenza. La società giallorossa non rischia sanzioni sportive, infatti, secondo l’articolo 14 del codice di giustizia sportiva i club rispondono solo per i fatti violenti che avvengono all’interno dell’impianto sportivo e nelle aree esterne immediatamente adiacenti. Diverso è il discorso di ordine pubblico, legato alle trasferte dei tifosi e alla sicurezza, per la quale bisogna attrezzarsi  una volta per tutte, senza creare leggende nere mediatiche per alcune città.