Dimissioni, iniziata la raccolta di firme nel Pdl. Anche la Lega pronta a staccare la spina, allarme del Colle

Dalle parole ai fatti. Sono passate poche ore da quando deputati e senatori del Pdl hanno annunciato le possibili dimissioni in massa, se Berlusconi il 4 ottobre dovesse decadere da senatore, ma già arriva un segnale ben preciso. A battere tutti sul tempo è Gianfranco Rotondi che ha preso carta e penna e ha firmato le sue dimissioni: «Sono andato al protocollo della Camera per presentarle e nel frattempo le ho inviate a Silvio Berlusconi». Chiaramente non sono immediate, andranno valutate e votate all’aula, ma è un messaggio chiaro che il Pdl non scherza e potrebbe anche togliere la spina al governo. In mattinata, poi, è iniziata la raccolta di firme per le dimissioni dei parlamentari del Pdl. Non solo, infatti, deputati e senatori ma anche i ministri sono pronti a rinunciare alla poltrone. A confermarlo è Renato Schifani che precisa che in quanto capogruppo può dare risposte sui «parlamentari del Pdl e sulla loro volontà di dimettersi ma non mi sembra corretto, nel mio ruolo, parlare a nome dei ministri». Però poi sottolinea: «Non posso non rilevare che i ministri del Pdl stanno lavorando benissimo e sono totalmente con Berlusconi, avendo manifestato sempre, pubblicamente, la disponibilità a rimettere le loro deleghe». In sostanza, a breve i ministri potrebbero decidere di togliere la spina al “sofferente” governo Letta. Laura Ravetto spiega che si tratta di «un atto politico. Ormai abbiamo preso atto che c’è la volontà di una classe politica di trovare l’occasione per emarginare un leader e se decade il nostro leader siamo tutti decaduti». Per Ravetto l’ultimatum al governo «non sarà tanto il 4 ottobre ma il 18, in ogni caso al di là dell’aspetto tecnico della data, questo gesto nei prossimi giorni determinerà degli effetti politici». Effetti politici che non tardano ad arrivare. A schierarsi con il Pdl è la Lega, pronta anche lei a mandare a casa Letta. «Anche noi – dice Roberto Maroni – siamo assolutamente favorevoli alla caduta del governo Letta. Ho letto le dichiarazioni molto bellicose dei deputati e senatori del Pdl che minacciano di dimettersi in massa, se è vero mi sembra un fatto politicamente rilevante. Staremo a vedere se sarà così. Le dimissioni in massa del Pdl significano due cose: fine del governo Letta e fine della legislatura. Se fosse così, noi saremmo della partita ovviamente». Intanto le possibili dimissioni dei parlamentari del Pdl preoccupano anche il Capo dello Stato, al punto da indurlo a non partecipare a un convegno al Senato su De Gasperi: «Ieri è sera è avvenuto un fatto politico improvviso e istituzionalmente inquietante, a cui dedicare la mia attenzione», ha scritto Giorgio Napolitano in una lettera di scuse inviata alla fondazione Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer.