Parla Napolitano: stop agli scontri politica-giustizia, ma i magistrati siano imparziali

A due giorni dal videomessaggio di Silvio Berlusconi che parlava di “democrazia dimezzata” e sferrava un duro attacco ai giudici che da vent’anni cercano di toglierlo di mezzo, scende in campo Giorgio Napolitano nel tentativo di domare l’incendio. Bisogna “spegnere nell’interesse del Paese” il perdurante “conflitto tra politica e giustizia”, ha detto il presidente in un discorso alla Luiss sottolineando che non devono essere “mondi ostili guidati dal sospetto reciproco”. Quindi ha invitato i magistrati alla sobrietà: “Molto importante è il contributo che ci si deve attendere dalla magistratura” per ridurre il conflitto politica-giustizia. Per questo i “modelli di comportamento” devono sempre essere “equilibrio, sobrietà, riserbo, assoluta imparzialità e senso della misura e del limite”.

Servirebbe – ha aggiunto – “tra i magistrati un’attitudine meno difensiva e più propositiva rispetto al discorso sulle riforme di cui la giustizia ha indubbio bisogno e che sono pienamente collocabili nel quadro dei principi della Costituzione”. Allo stesso tempo Napolitano ha voluto esaltare il ruolo di chi amministra la giustizia: “Non c’è nulla di più impegnativo e delicato che amministrare giustizia, garantire quella rigorosa osservanza delle legge, quel severo controllo di legalità, che rappresentano un imperativo assoluto per la salute della Repubblica”. Un monito è stato rivolto alla politica: le polemiche tra giustizia e politica non possono e non devono travolgere il rispetto per la magistratura. È sembrato infine rivolto proprio a Berlusconi il passaggio sui magistrati “impiegati pubblici”: così li aveva definiti il Cavaliere nel suo messaggi, “impiegati pubblici non eletti”. Per Napolitano l’espressione “impiegati pubblici”non dovrebbe mai essere usata in senso spregiativo.