Parla contro il Cav e fai notizia: qualche minuto di celebrità pure per un tal Leva del Pd…

Ogni giorno ce n’è uno. Stavolta è stato il turno di Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd, che ha sparato bordate gratuite contro il centrodestra. È il modo più semplice per mettersi in mostra e attirare su di sé l’attenzione dei media: «Dopo il Cavaliere nel Pdl sarà il diluvio – ha detto – ed è chiaro che il Pdl come forza politica, frutto di un pensiero che non esiste, è solo l’espressione degli interessi proprietari di Berlusconi. Null’altro che cieca ubbidienza. Ma questa inconsistenza politica è un grande problema per l’Italia. Berlusconi è il Pdl e il comportamento dei Brunetta, Capezzone, Quagliariello dimostra che dopo il Cavaliere è il diluvio». Immediate le reazioni del Pdl: «Consiglierei al parlamentare Leva di interessarsi, più che di diluvi all’interno del Pdl, dello tsunami che si verificherà all’interno del Pd. E proprio questo tsunami in arrivo terrorizza Epifani e i dirigenti del Pd: li immaginiamo aggrappati ai muri di via del Nazareno a studiare ogni provocazione verso Berlusconi ed il Pdl, sperando di finire diritti alle elezioni ed evitare il congresso che li vedrebbe perdenti», ha replicato il capogruppo Pdl in commissione Giustizia alla Camera, Enrico Costa. Per Barbara Saltamartini, deputata del Pdl, «Leva si conferma come interprete del ben noto antiberlusconismo militante, unico collante di una sinistra divisa e sempre più impegnata nella rissa interna congressuale piuttosto che a guardare all’interesse del Paese. Sta tranquillo Leva: il Pdl, diversamente dal suo partito, ha ben chiaro il proprio progetto politico e la grande responsabilità di cui ci siamo caricati, su indicazione del presidente Berlusconi, nel far nascere questo governo. Credo che sia la migliore dimostrazione di come l’interesse nazionale sia al centro del nostro sentire». Secondo l’esponente del Pdl, «Leva dovrebbe avere ben chiaro che se il Pd, quello più massimalista e giustizialista, non la pianta con queste dichiarazioni volgari e che hanno come unico scopo quello di scatenare la crisi cercando poi di scaricarla sul Pdl: allora si che ci sarà il diluvio…». Da parte sua Renato Brunetta rispedisce al mittente le astiose accuse di Leva: «Il ricatto è esattamente quello del Partito democratico. Che dice: accettate l’omicidio di Berlusconi senza fiatare, altrimenti facciamo del male all’Italia e ve ne daremo la colpa. Uno schifo inaccettabile e che non fa conto dell’intelligenza degli elettori», ha detto il presidente dei deputati del Pdl. «Obbedendo agli ordini di scuderia di un Epifani preda della sindrome del boia, si permettono attacchi furenti e offensivi anche personaggi di seconda fila come questo tal Danilo Leva, che scopriamo – dice Brunetta – responsabile della giustizia del Pd. Costui, con una logica da quattro salti in padella e molta grappa, prima si inventa che il Pdl propone baratti tra governabilità e legalità, e poi insulta definendo il Pdl forza politica frutto di un pensiero politico che non esiste. In realtà il nostro pensiero politico esiste eccome, e soprattutto è pensiero del fare. Esso prevede – conclude – che non si possa uccidere la democrazia liquidando in nome di una legge incostituzionale il leader di dieci milioni di italiani». Ci va giù pesante anche Fabrizio Cicchitto del Pdl, secondo cui «è evidente, alla luce della demenziale dichiarazione di Leva, che Enrico Letta deve guardarsi le spalle innanzitutto dai suoi compagni del Pd. Per imbastire una provocazione al Pdl come quella fatta da Leva, o questa deriva dall’opera di un mentecatto oppure di un killer professionista che vuole provocare un cortocircuito».