Papa Francesco scrive ai leader del G20: evitare il massacro in Siria

L’impegno di Papa Francesco per la pace in Medio Oriente non si limita alla costante predicazione, anche via twitter, né alla giornata di preghiera e di digiuno indetta per sabato. Il Vaticano ha smentito la telefonata tra il Pontefice e il leader siriano Assad, riferita dall’edizione online del quotidiano argentino Clarin. Ma il Pontefice ha preso un’altra iniziativa forte: una lettera a Putin, in quanto presidente del G20, in cui chiede ai leader di questi paesi l’impegno a evitare un massacro in Siria. 

Si fa intanto sempre più nutrita la schiera delle adesioni alla giornata di preghiera e di digiuno di sabato per dire no all’uso delle armi in Siria, in Medio Oriente e in tutti i focolai di guerra nel mondo. E sono adesioni per così dire “trasversali”, che vanno cioè dai cattolici ai laici passando per i musulmani e gli ebrei. A cominciare dal mondo politico: hanno già risposto all’appello di Papa Francesco i ministri Maurizio Lupi, Mario Mauro e Giampiero D’Alia, il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge e anche Marco Pannella dedica un twitter all’iniziativa: ”Il Papa, per sabato, ha invitato tutti – anche i diversamente credenti, come me – a un giorno di Satyagraha: forza e amore della verità”. A dimostrazione della universalità dell’iniziativa di Jorge Bergoglio, anche ebrei e musulmani hanno dichiarato la loro adesione. Sabato le preghiere della comunità ebraica di Roma si uniranno a quelle del Papa, come annunciato dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni. E così pure il direttore del Centro islamico della Moschea di Roma, Abdellah Redouane, ha confermato l’adesione all’iniziativa del Papa. Infine l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha aderito all’appello alla preghiera del Papa.