Perquisizione in casa Perino, leader storico del movimento No Tav. È accusato di istigazione a delinquere

Si è svolta questa mattina una perquisizione della Digos di Torino nell’abitazione di Alberto Perino, storico leader No Tav, a Condove, in Val Susa. Il provvedimento è stato disposto dalla procura di Torino nell’ambito di un’inchiesta per istigazione a delinquere. Infatti nei giorni scorsi Perino aveva diffuso sul web dati sensibili riguardo alcune aziende e invitato gli attivisti a praticare forme di sabotaggio nei confronti di aziende che lavorano alla Tav. Su alcuni siti internet riconducibili al movimento No Tav e all’area antagonista sono state diffuse delle targhe di alcuni mezzi pesanti in transito sull’autostrada del Frejus. Benché diretti altrove, i mezzi erano sospettati di trasportare alcune componenti della talpa che sta per entrare in funzione nel cantiere dell’Alta Velocità di Chiomonte. Del resto non è la prima perquisizione a cui viene sottoposto Perino, coinvolto anche in altre inchieste sulla protesta No Tav. La sua casa venne infatti perquisita già una prima volta nel 2011. La perquisizione in corso avviene in un momento caldo. Nella Capitale si moltiplicano infatti le preoccupazioni in vista della manifestazione del 19 ottobre in cui si riverseranno con i No Tav i seguaci della cosiddetta galassia antagonista, cioè gli stessi esponenti dei centri sociali che due anni fa, sempre nel mese di ottobre, si resero protagonisti di episodi di teppismo, danneggiamenti e vandalismi. Il prefetto Pecoraro sta cercando di trovare un accordo con le autorità e i vertici della Lega Calcio poiché la manifestazione del 19 ottobre farà slittare quasi certamente il derby del Sud Roma-Napoli. Una decisione che sta facendo inviperire il web, gente comune, romani, tifosi delle due squadre: ancora una volta manifestanti No Tav riducono una città in trincea mandando a quel paese le attese legittime e sane di un evento sportivo. E pensare che nei giorni scorsi proprio Perino aveva fatto la vittima e aveva avuto l’ardire di denunciare “l’accanimento” nelle azioni dei magistrati che indagano sul movimento No Tav. Il pool dei legali a fianco dei No Tav sta valutando – spiegava – di «denunciare la magistratura per stalking». Siamo alla follia. Come se le indagini sugli attivisti No Tav non si fossero intensificate per l’escalation di violenza ed attentati che fino a una settimana fa non hanno dato tregua alla valle. Da notare che il leader storico No Tav aveva definto «legittimi» i sabotaggi: «Il sabotaggio, se non colpisce le persone (o meglio, se non colpisce alcun essere vivente), è una pratica assolutamente legittima e non violenta»….