“No alle donne che servono il pranzo”: soccorso rosso alla Boldrini di Gad Lerner e Daria Bignardi

Mai casalinga italiana fu più irritata dalla frase di un politico, mai indignazione fu più vasta e trasversale: si parla di sette milione di donne italiane che ogni giorno servono il pranzo e la cena ai familiari, ma la stima è per difetto perché non tiene conto della grande quantità persone che lavora e riesce, comunque, a mettere il piatto a tavola almeno una volta al giorno. E lo fa con orgoglio, a dispetto dell’anatema scagliato da Laura Boldrini contro gli spot «dove i bambini e il papà sono tutti seduti e la mamma serve a tavola», che a suo giudizio andrebbero eliminati. Vabbè, una sciocchezza colossale: così sarebbe stata liquidata in un Paese normale l’ennesima gaffe della presidente della Camera (come ama essere chiamata) su un tema, come quello del sessismo, dove il confine tra la nobiltà degli argomenti e la più scalcinata delle banalità è così sottile da indurla a superarlo sempre, ogni qual volta apre la bocca per difendere le donne. Eppure c’è qualcuno che in nome del “politically correct” trova giusto e doveroso difendere l’indifendibile. È il caso di Daria Bignardi e di Gad Lerner, due pensatori televisivi di sinistra col pallino della critica sociologica, che immediatamente hanno messo in atto il soccorso rosso” nei confronti della loro sodale. A dispetto della quasi totalità dei pareri che sul web hanno bollato l’uscita della Boldrini con termini ironici e sbrigativi – «Lei avrà la colf che le serve la cena a tavola…», è la battuta più ricorrente – la Bignardi e Lerner si sono scambiati tweet di solidarietà nel segno del “Sì, ora è di moda attaccare la Boldrini, ma lei ha ragione», «E certo che ha ragione..». Ma loro, di solidarietà dalla rete, non ne hanno ricevuta, neanche dalle colf che twittano e servono la cena contemporaneamente.