No ai clandestini, ma i loro bambini vanno curati: l’iniziativa del Pdl in Lombardia spiazza il Pd

Il centrodestra dice no alla clandestinità, ma il diritto alla salute è tutt’altra cosa, specie si si tratta di bambini. Stefano Carugo, consigliere del Pdl in Lombardia, ha presentato un progetto di legge per far sì che i minorenni stranieri presenti all’interno del territorio della regione «anche se non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno nel territorio dello Stato possano essere iscritti al sistema Sanitario regionale». Il provvedimento, una volta a regime, consentirebbe, secondo l’esponente del Pdl, «la fruibilità di alcuni servizi, con particolare riguardo all’erogazione di farmaci e altri ausili». «Sarebbe – fa notare Carugo – uno strumento di ulteriore tutela verso i minori stranieri, anche non in regola, che non comporta l’assegnazione del pediatra di libera scelta ma l’iscrizione al sistema sanitario regionale, un potenziamento dei servizi territoriali e una partnership più forte con le associazioni. Alla Giunta regionale spetterà poi la definizione delle modalità organizzative più idonee per l’assistenza sanitaria di base». Norme di civiltà che non significano il venir meno al diritto di bloccare i clandestini alle frontiere, di accogliere solo le persone che numericamente possono essere integrate  e di reprimere  il crimine all’interno del territorio nazionale. Per chi delinque non ci sono attenuanti, ma chi sta in casa nostra e si ammala deve avere la possibilità di essere curato. E per i minorenni è evidente che  possono non esserci a monte i versamenti e la contribuzione necessaria per godere dell’assistenza sanitaria se non ricorrendo a misure di carattere straordinario. Soprattutto se si tratta di cittadini non ancora in regola con le leggi italiane che regolano la permanenza degli immigrati in casa nostra.