Nelle Marche un parroco attira a messa i fedeli “tiepidi” offrendo un premio da 5 euro

Un buono pasto per fare colazione se vai a messa, oppure un premio di 5 euro. Non è tantissimo, ma può rappresentare un incoraggiamento e, soprattutto, una provocazione. L’ha messa in atto un parroco delle Marche, don Ginesio Cardelli, che ha pubblicato sul bollettino mensile della sua chiesa, nella periferia di Sant’Elpidio a mare (Fermo), il singolare avviso, affisso anche nella bacheca della parrocchia. “Si tratta di una provocazione – ha detto il prete al Corriere Adriatico, che anticipa la notizia – ma l’intento è quello di provare a richiamare alla frequentazione della messa domenicale. Per ora nessuno ha reclamato nulla, ma siamo disposti a mettere a disposizione le risorse per i parrocchiani che si faranno rivedere nelle tre chiese della parrocchia: io li conosco tutti, e quindi se tornano me ne accorgerò”.

In un’epoca in cui ogni bene è monetizzabile, il parroco avrà pensato che anche la fede, in fondo, merita una piccola ricompensa anche se si esplicita solo nella pratica della messa domenicale. Altri parroci hanno adottato altre strategie per attirare i fedeli: non usa i buoni pasto ma lo spettacolo, per esempio, don Bruno Maggioni che, nella sua parrocchia a Limbiate, conclude ogni matrimonio dedicando una canzone agli sposi con balletto e battiti di mani. C’è poi chi utilizza altre tecniche per tenere desta l’attenzione dei partecipanti alla messa, come il parroco di Villa San Carlo di Valgreghentino, piccolo centro della provincia di Lecco, che durante la predica per esortare i cattolici a liberarsi dalla schiavitù verso le tecnologie ha spaccato un televisore davanti agli astanti per dare l’esempio. Una riedizione moderna e meno spettacolare del falò delle vanità organizzato da Girolamo Savonarola a Firenze nel 1497.