Nairobi, finisce l’incubo. La polizia con un blitz libera il centro commerciale assalito dai terroristi

È finito l’incubo di Nairobi. Sono tre i terroristi rimasti uccisi nel blitz delle forze keniote al Westgate di Nairobi, mentre un numero imprecisato di assalitori è rimasto ferito. Lo riferiscono le forze di Difesa del Kenya. Anche 11 soldati sono rimasti feriti nell’operazione, mentre 200 civili sono stati tratti in salvo, di cui 65 sono stati ricoverati in diversi ospedali. Il bilancio delle vittime, sempre secondo le forze keniote, è di 62 morti accertati. «Abbiamo arrestato alcune persone all’aeroporto per interrogarle», ha poi detto il ministero dell’Interno, chiedendo anche di restare per ora lontani dal Westgate: «È una scena del crimine ed è per la vostra sicurezza». Si è appreso inoltre che i membri del commando che hanno preso d’assalto il centro commerciale sono di diverse nazionalità. Lo ha affermato il capo dell’esercito keniota, Julius Karangi, secondo cui il commando è «chiaramente multinazionale, gli assalitori vengono da diversi Paesi», ha aggiunto. Frattanto si apprendono particolari inquietanti, che delineano meglio la nuova strategia di al Qaeda: «Ci hanno chiesto di provare che eravamo musulmani, qualcuno ha pregato, a qualcun altro è stato chiesto chi era la madre di Maometto»: è la testimonianza di Charles Karani, un ingegnere di 41 anni scampato al massacro nel centro commerciale di Nairobi, che conferma quanto anticipato dagli Shabaab, il gruppo integralista protagonista dell’assalto, che aveva detto «colpiremo solo gli infedeli». E la strage di Nairobi arriva nelle stesse ore di quella consumata in Pakistan, dove due terroristi suicidi si sono fatti esplodere davanti a una chiesa, causando la morte di almeno 81 persone. La nuova linea di al Qaeda era stata dettata solo due settimane fa dall’erede di Osama bin Laden, il medico egiziano Ayman al Zawahri. Nelle linee guida, Zawahri spiega ai suoi seguaci l’importanza della dawa, ossia il lavoro di propaganda per diffondere le idee dell’organizzazione. E in questa “campagna di immagine” Zawahri ammonisce a non colpire altri musulmani, a «rispettare le donne e i bambini, ad astenersi dal compiere attentati nelle moschee, nei mercati e nei luoghi affollati».